Osteoporosi: il punto di vista dell’ortopedico

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osteoporosiFondamentali alimentazione ed attività fisica

“L’osteoporosi è’ una malattia che colpisce un rilevante numero di pazienti, associandosi ad elevati livelli di morbilità e mortalità.”

In Italia coinvolge circa 5.000.000 di persone, di cui oltre l’80% è rappresentato da donne in post-menopausa (Brewer L, Williams D, Moore A. Current and future treatment options in osteoporosis.Eur J Clin Pharmacol. 2011).

E’ un disordine scheletrico caratterizzato da una riduzione della massa ossea ed una alterazione della microarchitettura del tessuto osseo che comporta una maggiore fragilità e quindi aumento del rischio di frattura. La frattura da fragilità si associa ad elevati costi sanitari e sociali in particolare a causa delle complicanze conseguenti ad un eventuale allettamento quali insufficienza respiratoria, tromboembolie, piaghe da decubito e deterioramento muscolo scheletrico e cognitivo. Inoltre tale condizione costituisce un’ulteriore insidia nel caso di necessità di intervento chirurgico. Nel paziente osteoporotico, infatti, l’integrazione dei mezzi di sintesi (placche, viti, chiodi e protesi), normalmente utilizzati nel trattamento chirurgico, è lenta e difficoltosa tanto da aumentare il rischio di fallimento dell’impianto con conseguente necessità di successive revisioni. In più non è raro riscontrare eventi fratturativi in siti anatomici vicini al segmento scheletrico già operato a causa dell’aumento dello stress biomeccanico su un osso qualitativamente compromesso (es. fratture periprotesiche).

Per ovviare a questi inconvenienti, oggi si hanno a disposizione nuovi materiali (es. idrossiapatite) e designs che hanno migliorato notevolmente l’osteointegrazione dei mezzi di sintesi e ridotto gli stress biomeccanici.  

Il progressivo invecchiamento della popolazione e l’elevato impatto sociale ed economico delle fratture da osteoporosi rende più urgente la richiesta di nuove soluzioni tecnologiche per il loro trattamento ma anche e soprattutto per la loro prevenzione.  Ad esempio, le abitudini alimentari giocano un ruolo fondamentale nella prevenzione di tale patologia cronico-degenerativa correlata all’invecchiamento (World Health Organization, 1990). Sebbene molteplici fattori (background genetico ed endocrino-metabolico, attività fisica e fumo di sigarette) possano influenzare l’insorgenza della malattia, l’osteoporosi è considerata una patologia paradigmatica per correlazione al regime alimentare. Infatti, un aumento o una riduzione del peso corporeo si associano a cambiamenti della massa ossea.

Stati di malnutrizione per difetto determinano un aumento di rischio dell’osteoporosi e di fratture a causa di inadeguato apporto di nutrienti, ridotto tono muscolare, riduzione dell’adipe (che ha effetto protettivo) e alterazione del sistema endocrino (amenorrea). E’ molto frequente riscontrare osteoporosi in soggetti affetti da disturbi del comportamento alimentare (anoressia).

Lo salute dell’osso dipende da una equilibrata assuzione di tutti i nutrienti energetici e non, in particolare per il tessuto osseo è prioritaria la presenza di calcio. Dopo i 45-50 anni sia nell’uomo che nella donna inizia una diminuzione della massa ossea con conseguente bilancio negativo del calcio.
Nella donna questa deplezione è più accelerata ma rimane fisiologica se supportata da una corretta alimentazione specie  nei primi 5-8 anni dopo la menopausa. Negli anni successivi, invece, è stato dimostrato che maggiore è la quantità di calcio e vitamina D assunta attraverso alimenti e/o integratori e maggiore sarà la massa ossea.

E’ bene, infine, accennare all’importanza di condurre una vita attiva poiché la sedentarietà determina un decremento muscolare associato a riduzione della massa ossea. Inoltre la sedentarietà è il principale fattore di rischio per sovrappeso e obesità che determinerebbero la necessità di seguire regimi ipocalorici che non sempre soddisfano il fabbisogno di tutti i nutrienti specialmente il calcio.

Prof. Vincenzo SaliniSpecialista in Ortopedia e Traumatologia e Medicina dello sport
Clinica Ortopedica e Traumatologica- Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara
Tel. 0871 358263 – Fax 0871 560082
www.vincenzosalini.it

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Vincenzo Salini

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