La protesi di disco lombare

Your ads will be inserted here byEasy Plugin for AdSense.Please go to the plugin admin page toPaste your ad code OR Suppress this ad slot. Tweet Un ap...

Your ads will be inserted here by

Easy Plugin for AdSense.

Please go to the plugin admin page to
Paste your ad code OR
Suppress this ad slot.

articolo_eugeni1

Un approccio anatomico e funzionale alla lombalgia.

È frequente osservare pazienti che lamentano dolore lombare che peggiora con la flessione anteriore del busto, con gli sforzi e con quelle manovre che aumentano la pressione all’interno dell’addome (tossire, starnutire, andare di corpo). Molto spesso in questi casi alla RMN sono evidenti alterazioni di uno o più dischi intervertebrali lombari, espressione di diminuzione del contenuto di acqua in queste strutture e di un loro iniziale cedimento meccanico. Nel caso il disturbo tenda a perdurare o aggravarsi malgrado la fisioterapia è da considerare il trattamento chirurgico.

L’inquadramento clinico dei pazienti affetti da dolore lombare rappresenta un passo molto importante per la pianificazione della corretta strategia terapeutica.

Quasi mai i soli esami radiologici, neppure la RMN, permettono con certezza di stabilire la natura precisa del quadro clinico.In un paziente che lamenta dolore lombare che peggiora durante la posizione seduta e durante gli sforzi, anche con scarsa irradiazione agli arti inferiori, può essere considerata presuntivamente una diagnosi di lombalgia meccanica anteriore discogena o discogenica (a partenza dal disco intervertebrale). Questa affezione si differenzia nettamente dai dolori lombari ad origine dalle articolazioni vertebrali posteriori (sindrome faccettale), dalle sindromi da conflitto interspinoso (morbo di Baastrup), dai dolori radicolari (connessi allo schiacciamento delle radici nervose da parte di frammenti discali erniati). Nei pazienti con lombalgia discogena cronica resistente al trattamento fisioterapico e di età compresa fra i 20 e i 55-60 anni può essere considerato l’intervento di sostituzione totale di disco lombare.

Questa procedura ha il grande vantaggio di lasciare mobile il segmento funzionale trattato riducendo il sovraccarico meccanico al quale sarebbero sottoposti i dischi adiacenti in caso di una procedura di fissazione spinale (artrodesi vertebrale) soprattutto se eseguita per la usuale via posteriore.

Il più delle volte è opportuno effettuare una discografia evocativa per avere la conferma della diagnosi e della indicazione ad una sostituzione totale di disco lombare. Questo esame si esegue in day hospital e consiste nell’instillare una modestissima quantità di liquido all’interno del nucleo del disco che si ritiene responsabile del dolore attraverso un apposito ago posizionato sotto controllo radiologico. La evocazione di un dolore del tutto simile a quello abitualmente provato dal paziente fornisce la conferma di natura del dolore e chiarisce il livello del disco da sostituire. La discografia viene effettuata solo quando la diagnosi di lombalgia discogena è più che verosimile e dopo aver escluso la presenza di controindicazioni all’eventuale intervento di protesizzazione discale (infezioni, osteoporosi, degenerazione artrosica degli elementi vertebrali posteriori, stenosi lombare, ecc.). L’intervento chirurgico viene effettuato mediante un accesso anteriore mini invasivo extraperitoneale e ha una durata di circa 2 ore. L’incisione richiesta ordinariamente è di 5-7 cm, sotto l’ombelico oppure sopra al pube (dipendentemente dal livello da trattare). Il paziente è invitato ad alzarsi anche il giorno stesso dell’intervento e le dimissioni ordinariamente sono in II giornata post operatoria. Il paziente non ha bisogno di nessun tipo di ortesi o di busto ma è invitato immediatamente a muovere la sua colonna lombare. Le attenzioni da seguire per qualche settimana sono verso la parete addominale e la sua perfetta guarigione, analogamente a quanto avviene per un intervento di appendicectomia, di ernia ombelicale o dopo un parto cesareo.

La sostituzione totale di disco lombare permette una convalescenza molto più breve e la sensazione che il paziente descrive è quella di scomparsa rapidissima del dolore che lo aveva afflitto e un modesto e transitorio disturbo doloroso nella sede della incisione chirurgica.

Questo tipo di trattamento permette la rapida ripresa delle attività abituali (lavoro o sport).

Rispetto alle altre più comuni procedure, il rischio di degenerazione dei dischi adiacenti a quello curato è notevolmente ridotto dal momento che, sostituendo il disco malato con uno artificiale, è mantenuto il movimento tra le due vertebre, è conservata l’altezza dello spazio discale, è mantenuta la curvatura lordotica del segmento. In questo modo si evita l’aumento del carico meccanico sui dischi vicini.

L’utilizzo delle protesi discali e degli interventi di sostituzione totale di disco (TDR – total disk replacement o ADR – artificial disk replacement), sia lombare sia cervicale, sono da inquadrare nella visione globale di un tipo di chirurgia spinale che permetta di preservare, quando possibile, la articolarità e il movimento del segmento rachideo da curare, considerando che una alterazione in un determinato tratto ha sempre sugli altri tratti delle ripercussioni che bisogna sforzarsi di diminuire quanto più possibile.

Una accurata selezione del paziente (per quelli che presentino controindicazioni a questo tipo di procedure esistono efficaci ed adeguate alternative chirurgiche), la precisione tecnica, la pratica in chirurgia addominale da parte del chirurgo spinale (comune nel resto dell’Europa ma non nel nostro paese), rendono queste tecniche efficaci e sicure con rischi teorici del tutto accettabili, da discutere caso per caso da parte del neurochirurgo con il singolo paziente.

Pier Francesco Eugeni
Pier Francesco Eugeni

Latest posts by Pier Francesco Eugeni (see all)

The following two tabs change content below.
Pier Francesco Eugeni

Pier Francesco Eugeni

Share

COMMENTS