Roma: iniziative sociali tra il “Piano freddo” e la “Casa dei papà” PDF Stampa E-mail
Lunedì 29 Novembre 2010 17:51

Il comune di Roma, con l'imminente arrivo dell'inverno, ha presentato il nuovo “Piano freddo 2010/2011” per l'accoglienza e l'assistenza sanitaria dei senza tetto, realizzato dall'assessorato capitolino alle Politiche Sociali.

Il progetto prevede che a partire dall'8 dicembre, dieci strutture dislocate nei municipi saranno in grado di ospitare ogni notte, dalle 19 alle 9, per 4 mesi, oltre 650 persone con fragilità economica e sociale.

Ma l'accoglienza, non si limita solo ad offrire letti per la notte, infatti tre di queste strutture saranno attrezzate per offrire un servizio 24h su 24h a tutti i “senza fissa dimora” malati o con problemi di salute; ed altre tre strutture sono invece pronte ad accogliere, oltre ai senza tetto anche i loro amici a quattro zampe.

Inoltre, a tutti gli ospiti saranno garantiti servizi mensa (cena e prima colazione) e igienico-sanitari di base, come doccie, biancheria pulita e vestiti. Garantita è anche la presenza di infermieri, medici e l'operatività di un servizio sanitario sempre attivo.

Il progetto, però, non si limita ad aiutare solo i clochard romani, ma anche gli anziani che vivono di stenti, pur avendo una casa ed un tetto sopra la testa, attraverso un servizio mensa domiciliare. Difatto, come spiega l'assessore alle Politiche Sociali Sveva Belviso <>

L'Assessore ha fatto inoltre sapere che il Comune ha avviato un'altra iniziativa che partirà sempre nei primi giorni di dicembre, che si chiama "Casa dei papà".

Verrano messi a disposizione dei mini appartamenti per tutti quei papà, con almeno un bimbo, che sono separati, e a causa delle precarie condizioni economiche non hanno la possibilità di vivere in un'appartamento. Chi fosse interessato deve inviare una richiesta all'amministrazione comunale e, come precisa l'assessore stesso << Ci sarà bisogno di una compartecipazione alla spesa, proprio perché non si tratta del circuito tradizionale dei senza fissa dimora, ma di quelle persone che contiamo di restituire alla città nel corso di un anno. In queste strutture possono starci i bambini, potranno dormire lì nel week end o quando sono affidati ai papà. Insomma, ripristinare l'atmosfera familiare e cercare di fare emergere queste persone da questa situazione.>>