| I DENTI DEL GIUDIZIO |
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| Scritto da Dott.ssa Daniela Capogna |
| Venerdì 27 Gennaio 2012 11:04 |
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I denti del giudizio, chiamati anche ottavi, sono i terzi molari superiori e/o inferiori nella dentizione definitiva dell’adulto.
La dicitura dente del giudizio, presente in molte lingue (dal latino dens sapientiae), è dovuta al fatto che generalmente compaiono tra il dodicesimo ed il ventiquattresimo anno di età e quindi in età adulta del “giudizio”.
Possono essere presenti tutti e quattro, oppure in numero inferiore a quattro o totalmente assenti e quindi agenesici.
Spesso, anche se presente, accade che un dente del giudizio non erompa nell’arcata dentaria, rimanendo dunque incluso (l’inclusione può essere solamente mucosa oppure ossea e mucosa) oppure semincluso (quando è in parte ma non completamente visibile la corona del dente).
La mancata eruzione nell’arcata dentaria dei denti del giudizio può essere dovuta principalmente a due fattori:
Mancanza di spazio in arcata per tutti gli elementi dentari compresi i denti del giudizio che dovendo erompere per ultimi sono i denti che spesso pagano questa mancanza di spazio. Questa mancanza di spazio è dovuta anche al percorso evolutivo della specie umana: in passato l'uomo aveva bisogno di più molari per masticare cibi non cotti e/o tenaci che sono stati abbandonati nel corso dell'evoluzione mentre le dimensioni della mandibola e della mascella si sono ridotte. I denti del giudizio sono quindi un retaggio del passato.
L'asse di crescita del dente non è orientato correttamente. Nei casi più complicati, può darsi che il dente cresca in direzione orizzontale, eventualmente facendo pressione sul secondo molare.
Un dente del giudizio non erotto in maniera corretta rischia di complicarsi causando patologie come ad esempio cisti, pericoroniti, carie ad elementi dentari contigui (i secondi molari permanenti) e nei casi più gravi veri e propri ascessi.
Dunque sarà l'Odontoiatra a diagnosticare i casi in cui, essendoci dei fattori predisponenti tali da far sviluppare le patologie sopra menzionate, sarà necessario procedere all'estrazione dei denti del giudizio.
L'estrazione di un dente del giudizio può essere un intervento più o meno complicato anche se il più delle volte risulta essere facilmente eseguibile ambulatorialmente in anestesia locale quando eseguito da Odontoiatri qualificati.
È preferibile eseguire le estrazioni chirurgiche nel soggetto quando questo è giovane (anche se a scopo puramente preventivo) in luogo della sua buona condizione generale di salute rispetto all’anziano.
Infatti un intervento che può considerarsi routinario nella prima età adulta può divenire complicato nell'età anziana quando le condizioni generali di salute inevitabilmente tendono a peggiorare a causa dell'invecchiamento; ovvero lo stress chirurgico, anche se lieve, è meglio tollerato dal paziente quando questo è nel pieno vigore della sua salute psico-fisica.
Inoltre, i denti del giudizio superiori nella maggioranza dei casi sono di più agevole estrazione di quelli inferiori in luogo della diversa struttura ossea (meno rigida) della mascella rispetto alla mandibola.
Il decorso dopo un intervento di routine è in genere rapido. Gonfiori e modestissime perdite di sangue sono possibile dopo l'intervento, ma sono spesso ridotti quando l’intervento è eseguito da mani esperte e competenti e quando viene dato il giusto supporto farmacologico di antibiotici e antinfiammatori.
Nel decorso post-operatorio per limitare ulteriormente il sanguinamento e il gonfiore si consigliano spesso rimedi fisici quali impacchi di ghiaccio, mentre sono fortemente sconsigliati cibi caldi che invece favoriscono una vasodilatazione locale che può favorire il sanguinamento e il gonfiore.
Come tutti gli interventi chirurgici anche l'avulsione dei denti del giudizio può comportare dei rischi, ma questi possono essere abbattuti quando viene eseguita una corretta diagnosi e quando l'intervento viene eseguito con perizia, prudenza e diligenza da parte di Odontoiatri qualificati, in tal modo il rapporto Rischi/Benefici sarà a senz'altro a favore di quest'ultimi.
Dott.ssa Daniela Capogna
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| Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Gennaio 2012 11:10 |
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