COLONSCOPIA VIRTUALE PDF Stampa E-mail
Scritto da Archè s.r.l.   
Lunedì 05 Dicembre 2011 10:44

 

La Colonscopia Virtuale (CV) ovvero la colonscopia effettuata con l’ausilio della metodica TC, in pochi anni è rapidamente evoluta passando da semplice esame di ricerca a utile strumento diagnostico con un significativo impatto clinico.
La validazione della metodica è stata ormai completata, grazie ai risultati dei recenti trial multicentrici che hanno confermato l’elevata accuratezza della CV nell’identificazione delle lesioni coliche.
Diverse sono le indicazioni cliniche all’effettuazione della CV, ma lo screening dei soggetti asintomatici per la prevenzione del cancro colon rettale è probabilmente la più promettente.
Rispetto alla Colonscopia Ottica (CO) tradizionale, la CV può essere considerata parimenti sensibile nell’identificazione di lesioni rilevanti; a vantaggio della CV ci sono la minore invasività, la maggiore sicurezza e soprattutto essa è molto più conveniente per i pazienti in termini di preparazione ed effettuazione dell’esame.
La preparazione intestinale, ovvero la pulizia dell’intestino da residui fecali solidi e/o liquidi, è il punto di forza della CV.
La tradizionale pulizia intestinale soffre di due fondamentali problemi: la scarsa compliance del paziente e la difficoltà interpretativa dovuta alla presenza di residui fecali solidi e/o liquidi.
Entrambi i problemi trovano una soluzione nell’utilizzo di tecniche di marcatura dei residui fluidi e delle feci (FLUID/FECAL TAGGING).
La marcatura dei residui fluidi e fecali consiste nella somministrazione orale di un mezzo di contrasto positivo, in grado di aumentare la densità dei residui rispetto alle strutture anatomiche normali e a polipi (Fig. 1)  e tumori che presentano una caratteristica densità simile a quella dei tessuti molli.
Il paziente candidato alla effettuazione di una CV non necessita di nessuna premedicazione né sedazione e l’unico farmaco che viene in genere somministrato è un agente spasmolitico.
Oltre alla marcatura fecale, l’altro elemento fondamentale per una ottimale valutazione intestinale è la distensione del colon. Un lume ben disteso semplifica l’interpretazione dello studio, ne riduce il tempo di lettura e soprattutto aumenta l’accuratezza diagnostica.
Per l’effettuazione della CV è necessaria una TC spirale in grado di effettuare una scansione dell’addome e della pelvi in una singola apnea respiratoria.
Una delle principali critiche mosse alla CV è rappresentata dall’esposizione del paziente ad una dose di radiazioni potenzialmente elevata. Per questo motivo per l’effettuazione della CV sono stati ottimizzati protocolli a bassa dose. La CV offre una buona opportunità per l’ottimizzazione di protocolli a bassa dose, rappresentata dal fatto che è un esame che ha un alto contrasto intrinseco, ovvero la parete del colon o un polipo o un tumore ha una densità, come detto, simile a quella dei tessuti molli, quindi nettamente differente da quella del contenuto del lume (aria).
In definitiva la possibilità di ottenere dei protocolli a bassa dose hanno permesso di abbassare notevolmente la dose di esposizione per il paziente che si aggira a valori che vanno dai 3 ai 6 mSv comunque inferiori rispetto ad un semplice Clisma Opaco (5-7 mSv).

Dott. Claudio D'Archivio
Medico Chirurgo,
Specialista in Radiodiagnostica e e Scienze dell'immagine
Centro Diagnostico D'Archivio, Archè s.r.l.
Via G. Galilei, 59, 64021, Giulianova (TE)
Tel. 085 8026267 - 085 8008215

 

La Colonscopia Virtuale (CV) ovvero la colonscopia effettuata con l’ausilio della metodica TC, in pochi anni è rapidamente evoluta passando da semplice esame di ricerca a utile strumento diagnostico con un significativo impatto clinico. La validazione della metodica è stata ormai completata, grazie ai risultati dei recenti trial multicentrici che hanno confermato l’elevata accuratezza della CV nell’identificazione delle lesioni coliche.
Diverse sono le indicazioni cliniche all’effettuazione della CV, ma lo screening dei soggetti asintomatici per la prevenzione del cancro colon rettale è probabilmente la più promettente.
Rispetto alla Colonscopia Ottica (CO) tradizionale, la CV può essere considerata parimenti sensibile nell’identificazione di lesioni rilevanti; a vantaggio della CV ci sono la minore invasività, la maggiore sicurezza e soprattutto essa è molto più conveniente per i pazienti in termini di preparazione ed effettuazione dell’esame.
La preparazione intestinale, ovvero la pulizia dell’intestino da residui fecali solidi e/o liquidi, è il punto di forza della CV.
La tradizionale pulizia intestinale soffre di due fondamentali problemi: la scarsa compliance del paziente e la difficoltà interpretativa dovuta alla presenza di residui fecali solidi e/o liquidi.
Entrambi i problemi trovano una soluzione nell’utilizzo di tecniche di marcatura dei residui fluidi e delle feci (FLUID/FECAL TAGGING).

Fig._1a Fig._1b
Fig. 1 (a) Immagine TC 2D
che documenta la presenza
di formazione aggettante
nel lume disteso del Colon

Fig. 2 (b) Ricostruzione
endoscopica
virtuale

 


La marcatura dei residui fluidi e fecali consiste nella somministrazione orale di un mezzo di contrasto positivo, in grado di aumentare la densità dei residui rispetto alle strutture anatomiche normali e a polipi (Fig. 1)  e tumori che presentano una caratteristica densità simile a quella dei tessuti molli.
Il paziente candidato alla effettuazione di una CV non necessita di nessuna premedicazione né sedazione e l’unico farmaco che viene in genere somministrato è un agente spasmolitico.
Oltre alla marcatura fecale, l’altro elemento fondamentale per una ottimale valutazione intestinale è la distensione del colon. Un lume ben disteso semplifica l’interpretazione dello studio, ne riduce il tempo di lettura e soprattutto aumenta l’accuratezza diagnostica.
Per l’effettuazione della CV è necessaria una TC spirale in grado di effettuare una scansione dell’addome e della pelvi in una singola apnea respiratoria.
Una delle principali critiche mosse alla CV è rappresentata dall’esposizione del paziente ad una dose di radiazioni potenzialmente elevata. Per questo motivo per l’effettuazione della CV sono stati ottimizzati protocolli a bassa dose. La CV offre una buona opportunità per l’ottimizzazione di protocolli a bassa dose, rappresentata dal fatto che è un esame che ha un alto contrasto intrinseco, ovvero la parete del colon o un polipo o un tumore ha una densità, come detto, simile a quella dei tessuti molli, quindi nettamente differente da quella del contenuto del lume (aria).
In definitiva la possibilità di ottenere dei protocolli a bassa dose hanno permesso di abbassare notevolmente la dose di esposizione per il paziente che si aggira a valori che vanno dai 3 ai 6 mSv comunque inferiori rispetto ad un semplice Clisma Opaco (5-7 mSv).

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Dicembre 2011 11:09