| RICOSTRUZIONE MAMMARIA POST CHIRURGICA ONCOLOGICA: IMMEDIATA E DIFFERITA |
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| Scritto da simona candeloro |
| Lunedì 05 Dicembre 2011 11:43 |
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Dott.ssa Cristina Napoleone
Medico Chirurgo
C.Medico La Fenice, Città Sant'Angelo, Tel. 346 7621951
C.Medico Stenella, Pescara, Tel. 0859049157
C.Medico Galeno, L'Aquila, Tel. 334 8655163
Dott.ssa Cristina Napoleone La ricostruzione mammaria è ormai parte integrante nel trattamento del cancro della mammella. Oggi la chirurgia plastica spesso permette di pianificare l’intervento sul tumore così da rendere più armoniosa un’eventuale ricostruzione. Questo anche per asportazioni ghiandolari ampie sempre nel rispetto dei criteri oncologici.I progressi a riguardo sono stati considerevoli da cui una nuova terminologia: chirurgia oncoplastica. Infatti il trattamento del cancro mammario ha subìto un'evoluzione ad una chirurgia meno mutilante ed anche laddove si renda necessaria è comunque lecita la ricostruzione senza che vengano compromessi il monitoraggio oncologico della paziente e delle eventuali recidive.
La terapia conservativa, invece (tumorectomia, tumorectomia allargata, quadrantectomia o mastectomia parziale), ripristina da subito, solitamente, la morfologia della mammella e solo nel 20-25% dei casi si accompagna ad esiti legati alla chirurgia e all'irradiazione. I disestetismi sono principalmente: asimmetria di volume, asimmetria di posizione dell'areola, deformazione della mammella per perdita di sostanza ghiandolare o per retrazione cutanea, cicatrice allargata, retraente ed antiestetica, briglia cicatriziale.
Il ruolo del chirurgo plastico in questi casi è quello di risolvere al meglio la problematica estetica con un intervento che renda armoniosa la mammella interessata e simmetrica rispetto alla controlaterale. Motivo per cui spesso è necessario intervenire anche sull’altra mammella.
Gli interventi di solito prevedono lembi locali muscolo-cutanei, lembi ghiandolari ed innesto adiposo per i difetti di volume e forma poco rappresentati. Talvolta mastopessi per la mammella controlaterale quando scesa o semplicemente rimodellamento ghiandolare (raramente si utilizzano protesi).
La chemioterapia non modifica la morfologia della mammella ricostruita.
Per le ricostruzioni mammarie dopo amputazione invece gli interventi possono variare dall’utilizzo di protesi definitive da sole od associate preventivamente ad espansori, utilizzo di lembi muscolo-cutanei con e senza protesi per poi procedere a risultato stabile alla ricostruzione del complesso areola-capezzolo.
E’ importante precisare che una complicanza della ricostruzione immediata non ritarda la chemioterapia o la radioterapia necessarie, poiché il trattamento della complicanza viene attuato nelle prime 2 o 3 settimane postoperatorie, data prima della quale è raro che vengano intrapresi trattamenti complementari. L'intervento oncologico resta comunque la priorità del chirurgo rispetto alla ricostruzione mammaria.
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| Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Dicembre 2011 13:42 |
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La ricostruzione mammaria è ormai parte integrante nel trattamento del cancro della mammella. Oggi la chirurgia plastica spesso permette di pianificare l’intervento sul tumore così da rendere più armoniosa un’eventuale ricostruzione. Questo anche per asportazioni ghiandolari ampie sempre nel rispetto dei criteri oncologici.