PROSTATA: FARMACI O BISTURI? PDF Stampa E-mail
Scritto da Dott. Stefano Goldoni   
Lunedì 05 Dicembre 2011 11:59

Dott. Stefano Goldoni

 

Specialista in Andrologia e Urologia
Ospedale Civile di Pescara
Tel. 085 4252486 Cell. 335 5634751
www.abruzzoandrologia.com

 

Dott. Stefano Goldoni
Specialista in Andrologia e Urologia
Ospedale Civile di Pescara
Tel. 085 4252486 Cell. 335 5634751
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IL TRATTAMENTO DEI DISTURBI NON DOVREBBE SEGUIRE SCHEMI RIGIDI:
TEMPI E MODI VANNO DECISI CASO PER CASO

Interessa circa un italiano su due dopo aver superato la soglia dei 50 anni, quasi 11 milioni di connazionali in tutto. L'ipertrofia o iperplasia prostatica benigna (IPB), nota anche come adenoma prostatico, è una condizione fisiologica in tutti gli uomini “maturi”. 
Ma è anche un disturbo "imbarazzante" che la maggior parte degli interessati tende a ignorare il più a lungo possibile.
Un atteggiamento sbagliato, con conseguenze negative sul piano psicologico, sessuale e persino lavorativo. Anzi, visto l'allungamento della vita media, oggi l'ipertrofia può a pieno titolo essere considerata una malattia cronica, con la quale si dovrà convivere per molti anni. Ecco allora il messaggio che occorre far passare: il paziente non deve far finta di niente all’apparire dei disturbi, ma rivolgersi allo specialista che deve decidere quando far iniziare le cure e quali trattamenti prescrivere, insieme al paziente stesso, in base alla sua vita e alle sue esigenze, valutando con lui gli effetti collaterali. 
Ed è a questo proposito sembra emergere una nuova tendenza: sono in aumento i pazienti ancora giovani che, alla diagnosi di ipertrofia prostatica, chiedono al medico: «Vorrei evitare di prendere pillole "a vita", dottore. 
Non c’è un modo per non pensarci più? E se mi opero?».

Ma allora: farmaci o bisturi? Innanzitutto, prima di iniziare una cura, si può fare molto per arginare i sintomi solo cambiando il proprio stile di vita. Basta, ad esempio, bere in modo più "intelligente": non più di un litro e mezzo d'acqua al giorno, evitare l'assunzione di liquidi prima di mettersi in viaggio e due ore prima di andare a letto. 
Sempre per evitare i disturbi urinari tipici di chi soffre di ipertrofia sono sconsigliati cibi liquidi (tipo minestre), alcolici e caffè, soprattutto di sera, onde evitare di alzarsi per andare in bagno di notte.
Gli studi scientifici dimostrano l'efficacia di un particolare medicinale o di una tecnica operatoria e, in base ai loro esiti, l’urologo stila una gerarchia di opzioni valide per i pazienti. Quella gerarchia, però, non è intoccabile e deve essere discussa con l'interessato, che può e deve essere parte attiva nella scelta della cura. Resta comunque ancora valida la tradizionale graduatoria: le prime cure sono a base di farmaci e quando la situazione è più complessa si passa all'intervento di disostruzione della ghiandola.

Ma si può anche procedere subito alla chirurgia
Dal canto loro, i medicinali arginano soltanto i sintomi e hanno effetti secondari in meno del dieci per cento dei casi: problemi cardiovascolari (come ipotensione e vertigini) e disturbi eiaculatori in caso di assunzione di alfalitici; problemi erettili e calo della libido per gli inibitori della 5-alfa reduttasi. Per quanto riguarda la chirurgia, la resezione transuretrale della prostata (TURP) resta fra le tecniche preferite.

Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Dicembre 2011 12:10