Fuggire dal mal di schiena PDF Print E-mail
Written by Dott. Marco Tarquini   
Thursday, 16 June 2011 10:33
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Una galassia di disturbi,piu’ che un’unica malattia e con un record non invidiabile:è una delle prime cause di assenza dal lavoro.

Nove mal di schiena su dieci riguardano i fianchi e la zona appena sopra i glutei : si tratta di lombalgia, che colpisce ben 15 milioni di Italiani.

Puo’ avere cause diverse: infiammazione dei fasci nervosi che escono dalla colonna vertebrale,ernia del disco,artrosi, contratture muscolari,crolli vertebrali provocati da forme gravi di osteoporosi.

Il 90% della popolazione adulta mondiale ne soffre almeno una volta nella vita.

Anche gli adolescenti non sono immuni al disturbo,infatti circa il 40 per cento degli adolescenti ha dolori alla schiena almeno una volta al mese.

La lombalgia è un dolore che puo’ essere lieve ma puo’ esacerbarsi fino a divenire insopportabile e limitare molte delle attivita’ quotidiane ,come guidare l’auto,camminare,allacciarsi le scarpe,sollevare oggetti leggeri e perfino disturbare il sonno.

Quando la lombalgia è acuta ed è dovuta a contratture muscolari, molte volte bastano degli antidolorifici (sempre prescritti dal medico) ,riposo per qualche giorno, per poi sottoporsi ad una serie di esercizi fisici per prevenire nuovi attacchi.

Ma quando il dolore ,l’impotenza funzionale,diventano cronici (dura da piu’ di sei mesi) e ne i farmaci e ne i trattamenti riabilitativi hanno successo,allora si puo’ intervenire ,sempre dopo essere stati visitati dallo specialista,con trattamenti chirurgici cosi detti: mini invasivi .

Tra le numerose tecniche chirurgiche antalgiche a bassa invasività, apparse sulla scena negli ultimi anni,ne ricordo alcune specifiche per il trattamento del dolore lombo sacrale, quali la Periduroscopia, la Radio Frequenza Pulsata,la  Decompressione Discale Percutanea,la Nucleo plastica,la Discolisi con Ozono e tante altre, tutte sempre con un basso grado di invasività e soprattutto con la possibilità data al paziente di essere dimesso in giornata o con una notte di degenza.

Queste tecniche antalgiche hanno una buona percentuale di successo,circa il 70 per cento dei pazienti trattati a tre mesi hanno un ottimo sollievo dal dolore.

Mi preme sottolineare che questi trattamenti sono per la maggior parte indirizzati a diminuire o annullare il processo infiammatorio che causa il dolore, mentre non hanno la capacità di ripristinare la normale anatomia e fisiologia della propria colonna vertebrale la quale subisce nel tempo modificazioni irreversibili.

Del resto,anche per colpa delle innumerevoli cause che possono nascondersi dietro al mal di schiena,oggi non esiste un trattamento unico per il quale ci siano prove schiaccianti di validità.

L’unico elemento su cui non ci sono dubbi è un approccio multidisciplinare al problema.

Infatti solo la stretta collaborazione di vari specialisti del settore e non da ultimo dello psicologo,ci permetterà di tenere a bada la lombalgia.