IL DOLORE PDF Print E-mail
Written by Dott. Marco Tarquini   
Thursday, 16 June 2011 10:29
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lI dolore è una esperienza sensoriale ed emotiva associata ad un  danno tessutale, in atto o potenziale o descritta in termini di tale danno.

Il dolore si distingue in acuto e cronico.

Il dolore acuto è una complessa costellazione di penose sensazioni sensoriali ed emotive e che si accompagna a risposte emotive, comportamentali, psicologiche, e vegetative( sudorazione, tachicardia, ipertensione etc).

Il dolore acuto e  queste risposte associate ,sono provocati da stimoli nocivi prodotti da lesioni della cute, delle strutture cutanee profonde o dei visceri e non producono un danno tessutale in atto.

Il dolore acuto puo’ essere ricorrente allorchè si ripetono i processi fisiopatologici che lo determinano.

Il dolore acuto svolge un importante funzione biologica di avvertire che qualcosa non va bene ed induce il paziente a rivolgersi ad un medico. Il dolore, in certi casi, imponendo un limite alla attività, puo’ prevenire l’estendersi o l’aggravarsi di un danno  o di una condizione patologica in genere, sia il meccanismo che la sintomatologia della condizione dolorosa acuta sono ben conosciute, la diagnosi non è difficile e salvo importanti eccezioni, viene posta la pertinente terapia medica .(Le eccezioni sono il dolore postoperatorio, da ustione etc.)

Solo il dolore da parto è l’unico dolore(positivo) che ci dice che qual’cosa di meraviglioso stà avvenendo !

Il dolore cronico persiste invece oltre il consueto decorso della malattia acuta , oltre il maggiore tempo di guarigione di una ferita o che si associa a processi patologici cronici che causano un dolore continuo , o ricorrente ad intervalli di mesi o anni.

Per quanto alcuni clinici usino arbitrariamente il limite di sei mesi per designare un dolore come cronico, cio’ non è esatto in quanto esistono molte malattie acute e ferite che guariscono in 2,3, 4 e persino 6 settimane.

In queste condizioni, se il dolore persiste una volta ottenuta la guarigione, deve essere considerato cronico. Per esempio, una semplice frattura del polso è normalmente causa di dolore per 7-10 gg. Se il dolore permane ancora 8 settimane dopo l’ incidente è probabile che il paziente stia sviluppando una distrofia simpatica riflessa che richiede una terapia immediata ed efficace.

Il dolore cronico puo’ essere causato da un processo patologico  a carico di strutture o di visceri o da disfunzioni del sistema nervoso. Inoltre a differenza del dolore acuto puo’ essere causato anche da fattori psicopatologici o ambientali. Infine, il dolore cronico non ha mai una funzione patologica ma rappresenta  una forza malefica che spesso comporta stress emotivo fisico, economico e sociale, per il paziente e la sua famiglia, ed è uno dei problemi sanitari piu’ costosi per la societa’.

Attualmente in taliauna persona su quatttro soffre di dolore cronico-dolore malattia:stiamo parlando di circa 15 milioni di persone solo nel nostro paese.

Diventa importante allora portare il “malato di dolore” ad una sua dignità clinica . La strada da percorrere è ancora lunga  e le iniziative non possono essere lasciate alle sole Associazioni di volontariato sociale o alle sole Associazioni   Scientifiche . Se si vuole realmente riconoscere il diritto del paziente ad un sollievo del dolore , diventa indispensabile attivare centri di  Medicina del dolore  che siano in grado di porre una diagnosi specifica ed individuare il dolore “ inutile ed evitabile”.