| CICATRICI E ALTERAZIONI DELLA POSTURA |
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| Tuesday, 07 June 2011 10:42 |
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There are no translations available. La cicatrice è il prodotto finale di riorganizzazione di un tessuto leso. Quindi la cicatrizzazione è l’insieme di quei processi biologici che contribuiscono alla chiusura di una ferita. Quando la pelle subisce una lesione il nostro organismo si riattiva per riparare il danno producendo nuove cellule di collagene e, se risultano essere coinvolti anche gli strati più profondi della cute, tenderà a formarsi una cicatrice piuttosto visibile. Le cicatrici determinano una interruzione del continuum della pelle e dei tessuti sottostanti (muscolari e nervosi), fino ad incidere anche sul funzionamento fisiologico degli organi. Possono comportare conseguenze meccaniche, psichiche e neurologiche. Una cicatrice reca danni meccanici quanto più sono marcate le aderenze cutanee o sottocutanee creando un ristagno energetico e rendendo amorfa la zona interessata. A livello psichico spesso si ha un “rigetto mentale” verso quella cicatrice che non si riesce a guardare e nemmeno a toccare. A livello neurologico esiste un grande legame tra pelle e sistema nervoso, fin dalla vita embrionale hanno in comune la stessa “matrice”, e continuano ad influenzarsi a vicenda per tutta la vita. La sofferenza dell’uno, quindi, può determinare la sofferenza dell’altro, anche senza un danno diretto. Ecco come un disturbo della pelle diviene un disturbo neuro-muscolare, sino ad alterazioni funzionali e posturali. La presenza di aderenze sottocutanee contribuisce a rendere “dura” e “anelastica” la cicatrice stessa, diffondendo così attraverso la pelle trazioni che disturberanno l’intero sistema. Con il passare del tempo si modificherà la postura portando asimmetrie che potrebbero causare anche serie patologie (ernie, artrosi, scoliosi, dolori articolari, discopatia, lombalgia: cicatrici da taglio cesareo o isterectomia, difficoltà a mantenersi eretti: soprattutto per cicatrici sull’addome o sullo sterno, difficoltà respiratorie: per cicatrici addominali, interventi di calcoli alla cistifellea, etc).
Una cicatrice si definisce più o meno reattiva a seconda dell’interferenza che causa. Per testarne la reattività ci si avvale sia di test chinesiologici (test del muscolo forte) che di strumenti (pedana stabilometrica). Se risulta reattiva va trattata. A volte il trattamento non da risultati positivi a causa della presenza di un’altra cicatrice che risulta essere cronologicamente più vecchia. In questi casi va trattata prima la cicatrice “madre”. Al trattamento manuale vanno aggiunte posture particolari che mettano in tensione e in riequilibrio le varie catene fasciali e connettivali. Possiamo garantire che una cicatrice severamente reattiva, che crea seri problemi al paziente, se ben trattata, in pochissime sedute, è in grado di ridargli il sorriso. |
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