IL TRATTAMENTO DELLA SCOLIOSI NELL'ADULTO PDF Print E-mail
Written by Dott. Luca Colantonio   
Friday, 27 January 2012 12:15
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L’evoluzione della scoliosi nell’adulto
Non sempre la spinta evolutiva della scoliosi dell’infanzia e dell’adolescenza cessa con il raggiungimento della maturità ossea, stabilità per le donne a 18 anni e per i ragazzi intorno ai 20 anni. Numerosi studi hanno dimostrato che una percentuale delle scoliosi giovanili continua ad aggravarsi anche dopo la fine della crescita vertebrale. Si ritiene, infatti, che le curve superiori ai 30 gradi (ma spesso anche al disotto di questa soglia), che residuano dopo la fine della crescita ossea, nel 68% dei casi presentano un alto rischio di evoluzione anche nell’età adulta, mentre vanno incontro ad aggravamento sicuro le scoliosi con curva superiore ai 50 gradi.
Le conseguenze dell’aggravamento
Il processo evolutivo della scoliosi nell’adulto comporta un lento e progressivo aggravamento delle curve, determinato dal sovraccarico biomeccanico asimmetrico, che comporta uno stress eccessivo delle strutture capsulo-legamentose articolari ed una asimmetria funzionale della muscolatura di sostegno.  Nel tempo, la deformità scoliotica si struttura con cuneizzazione delle vertebre e distrazione delle faccette articolari posteriori, avviando un processo di degenerazione dei dischi intervertebrali ed una artrosi precoce a carico delle articolazioni e delle vertebre.
Una conseguenza dell’aggravamento, in molti casi, è la comparsa di dolori alla colonna vertebrale. L’accentuazione della deformità, inoltre, comporta un danno estetico, dovuto alla maggiore evidenza del gibbo costale e delle asimmetrie del tronco e dei fianchi, e, nei casi più gravi, la compromissione delle funzioni vitali a carico dell’apparato respiratorio e cardio-vascolare.
Il trattamento con la ginnastica correttiva posturale
Recenti studi hanno dimostrato la validità di un approccio chinesiterapico nel trattamento della scoliosi dell’adulto, eventualmente abbinato all’adozione di corsetti, per migliorare la qualità di  vita dello scoliotico. Gli scopi del trattamento sono la risoluzione del dolore vertebrale, il miglioramento della postura ed il contrasto all’aggravamento delle curve. Nei casi meno gravi, prima che la deformità scoliotica diventi strutturale e quindi irreversibile, è possibile ottenere finanche un miglioramento della scoliosi.
Il piano di lavoro deve essere personalizzato, tenendo conto dell’età del soggetto scoliotico, della gravità della scoliosi e dell’eventuale presenza di dolore vertebrale. La scelta degli esercizi è determinante per ottenere i risultati e richiede esperienza e conoscenza dei fenomeni di aggravamento patomeccanico della scoliosi. Un trattamento non adeguato può produrre più danni che benefici, perciò è importante affidarsi a professionisti di provata esperienza.
Il trattamento con terapia medica e corsetti
Il trattamento conservativo nell’adulto ha soprattutto lo scopo di ridurre il dolore e di contenere l’eventuale aggravamento della scoliosi. Esso si  avvale di terapie mediche e dell’adozione di appositi corsetti ortopedici, dietro prescrizione del medico specialista. Normalmente al trattamento medico ed ai  corsetti  si dovrebbe abbinare  anche la terapia riabilitativa.
Il trattamento chirurgico
Il trattamento chirurgico si attua nelle forme gravi di scoliosi, normalmente dopo i 50 gradi, e quando vi è il pericolo di compromissione delle funzioni vitali dello scoliotico. Ha come obiettivo la correzione della deformità e la stabilizzazione del rachide scoliotico. Si attua procedendo ad una artrodesi che blocca la correzione della curva scoliotica ottenuta con impianto di barre di titanio. La correzione chirurgica comporta la limitazione funzionale della colonna vertebrale del tratto artrodesizzato.

Dott. Luca Colantonio
Specialista in Fisioterapia
Prof. Renato Colantono
Specialista in Chinesiologia
A.S.D. Sport e Salute
Via Aurelio Saffi, 27, Pescara
Tel. 085 4222664



L’evoluzione della scoliosi nell’adulto

Non sempre la spinta evolutiva della scoliosi dell’infanzia e dell’adolescenza cessa con il raggiungimento della maturità ossea, stabilità per le donne a 18 anni e per i ragazzi intorno ai 20 anni. Numerosi studi hanno dimostrato che una percentuale delle scoliosi giovanili continua ad aggravarsi anche dopo la fine della crescita vertebrale. Si ritiene, infatti, che le curve superiori ai 30 gradi (ma spesso anche al disotto di questa soglia), che residuano dopo la fine della crescita ossea, nel 68% dei casi presentano un alto rischio di evoluzione anche nell’età adulta, mentre vanno incontro ad aggravamento sicuro le scoliosi con curva superiore ai 50 gradi.

 

Le conseguenze dell’aggravamento

Il processo evolutivo della scoliosi nell’adulto comporta un lento e progressivo aggravamento delle curve, determinato dal sovraccarico biomeccanico asimmetrico, che comporta uno stress eccessivo delle strutture capsulo-legamentose articolari ed una asimmetria funzionale della muscolatura di sostegno.  Nel tempo, la deformità scoliotica si struttura con cuneizzazione delle vertebre e distrazione delle faccette articolari posteriori, avviando un processo di degenerazione dei dischi intervertebrali ed una artrosi precoce a carico delle articolazioni e delle vertebre.

Una conseguenza dell’aggravamento, in molti casi, è la comparsa di dolori alla colonna vertebrale. L’accentuazione della deformità, inoltre, comporta un danno estetico, dovuto alla maggiore evidenza del gibbo costale e delle asimmetrie del tronco e dei fianchi, e, nei casi più gravi, la compromissione delle funzioni vitali a carico dell’apparato respiratorio e cardio-vascolare.

 

Il trattamento con la ginnastica correttiva posturale

Recenti studi hanno dimostrato la validità di un approccio chinesiterapico nel trattamento della scoliosi dell’adulto, eventualmente abbinato all’adozione di corsetti, per migliorare la qualità di  vita dello scoliotico. Gli scopi del trattamento sono la risoluzione del dolore vertebrale, il miglioramento della postura ed il contrasto all’aggravamento delle curve. Nei casi meno gravi, prima che la deformità scoliotica diventi strutturale e quindi irreversibile, è possibile ottenere finanche un miglioramento della scoliosi.

Il piano di lavoro deve essere personalizzato, tenendo conto dell’età del soggetto scoliotico, della gravità della scoliosi e dell’eventuale presenza di dolore vertebrale. La scelta degli esercizi è determinante per ottenere i risultati e richiede esperienza e conoscenza dei fenomeni di aggravamento patomeccanico della scoliosi. Un trattamento non adeguato può produrre più danni che benefici, perciò è importante affidarsi a professionisti di provata esperienza.

 

Il trattamento con terapia medica e corsetti

Il trattamento conservativo nell’adulto ha soprattutto lo scopo di ridurre il dolore e di contenere l’eventuale aggravamento della scoliosi. Esso si  avvale di terapie mediche e dell’adozione di appositi corsetti ortopedici, dietro prescrizione del medico specialista. Normalmente al trattamento medico ed ai  corsetti  si dovrebbe abbinare  anche la terapia riabilitativa.

 

Il trattamento chirurgico

Il trattamento chirurgico si attua nelle forme gravi di scoliosi, normalmente dopo i 50 gradi, e quando vi è il pericolo di compromissione delle funzioni vitali dello scoliotico. Ha come obiettivo la correzione della deformità e la stabilizzazione del rachide scoliotico. Si attua procedendo ad una artrodesi che blocca la correzione della curva scoliotica ottenuta con impianto di barre di titanio. La correzione chirurgica comporta la limitazione funzionale della colonna vertebrale del tratto artrodesizzato.