La mia spalla non mi fa dormire PDF Print E-mail
Written by Dott. De Amicis Daniele   
Tuesday, 12 April 2011 10:34
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La piu’ comune patologia della spalla, inizialmente definita periartrite scapolo-omerale, è la cosiddetta sindrome da conflitto sotto-acromiale. Questa malattia interessa in genere ultraquarantenni dediti ad attività lavorative e sportive a rischio, come sono ad esempio quelle che prevedono l’utilizzo del braccio al di sopra del livello delle spalle (industria edilizia, agricola, attività casalinghe o d’ufficio, sport come tennis, pallavolo, etc). Si tratta di un processo infiammatorio-degenerativo che interessa la cuffia dei rotatori, la borsa mucosa subacromion-deltoidea, così come il capo lungo del bicipite. La cuffia dei rotatori è un complesso muscolo-tendineo che contribuisce non solo alla rotazione della testa dell’omero, ma insieme al muscolo deltoide, partecipa alla sua stabilizzazione dinamica. Patologie degenerative a suo carico possono portare a danni irreparabili (cartilagine compresa) a tutta l’articolazione della spalla. La borsa mucosa (posta tra la cuffia e l’acromion) è la prima struttura ad infiammarsi e a dare dolore. Questo sintomo, infatti, è il primo che manifesta “qualcosa che non va” nella spalla. Ha un’insorgenza subdola, molto spesso notturna, che il più delle volte “ci fa svegliare” ed è determinato dalla posizione che si assume dormendo (ad esempio con il braccio sotto il cuscino). Caratteristicamente il dolore non viene localizzato proprio sulla spalla ma “più in basso, sul braccio”. L’errore più grande consiste nel non prestare da subito attenzione a questo fastidio, infatti la sindrome da conflitto può essere l’anticamera della più grave rottura della cuffia dei rotatori. Sebbene la diagnosi sia squisitamente clinica è bene effettuare degli esami di imaging: la radiografia della spalla non è risolutiva in quanto può dare solo segni indiretti e tardivi del conflitto sub-acromiale, l’ecografia è una metodica utile, poco costosa, ma dipende dall’operatore che la effettua. La Risonanza Magnetica Nucleare rimane l’esame più completo e preciso sebbene più costoso dei precedenti. In fase acuta è opportuno osservare un periodo di riposo evitando i movimenti a rischio, con l’ausilio di terapie mediche sia per via sistemica che infiltrativa e, soprattutto, di un buon programma riabilitativo volto al recupero del movimento e al rinforzo muscolare. Il trattamento chirurgico può essere suggerito ma dopo almeno 6 mesi di trattamento conservativo. Attualmente le tecniche sono divenute poco invasive, infatti, in artroscopia, è possibile trattare chirurgicamente quasi tutte le patologie di spalla effettuando delle piccole incisioni di non più di 1cm ciascuna, attraverso le quali si prende diretta visione delle strutture intra ed extrarticolari, potendone saggiare la consistenza e la funzionalità. L’obiettivo è il pieno recupero funzionale dell’articolazione entro i tre mesi dall’intervento.

 

Last Updated on Tuesday, 12 April 2011 11:07