| Evita l'esposizione a fattori professionali ed ambientali |
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| Written by Dott. Donato Natale |
| Saturday, 11 June 2011 11:18 |
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There are no translations available. Nell’ambiente che ci circonda vi sono molte sostanze tossiche ma non tutte le sostanze tossiche sono obbligatoriamente cancerogene. L’effetto cancerogeno è una peculiarità solo di alcune di esse e dipende dalla variabilità di esposizione legata all’area geografica, età, stato socioeconomico e periodo di esposizione. Le varie sostanze tossiche agiscono modificando in modo irreversibile una cellula da “normale” a “tumorale”; questa trasformazione è caratterizzata da specifiche fasi in parte anche reversibili in particolare quando lo stimolo tossico viene meno. Circa le molalità di esposizione esse possono essere di tipo comportamentale (fumo di tabacco, alcool, sostanze alimentari, infezioni), legate all’ambiente di vita (inquinamento atmosferico, inquinamento dell' acqua e suolo) e legate all’ambiente di lavoro (produzione e manipolazione di sostanze cancerogene, esposizione a sostanze ionizzanti e non). L’esposizione a più fattori cancerogeni aumenta il rischio di poter sviluppare un tumore come per esempio la concomitante esposizione al fumo di sigaretta. In altri casi gli effetti di agenti occupazionali (ad esempio le amine aromatiche) sono mediati da condizioni genetiche come la presenza o meno di polimorfismi dei geni NATY 2 e GTSM1. E‘ importante che per ogni agente potenzialmente cancerogeno si conosca la natura, il grado e la durata di esposizione per definire quali misure debbano essere prese per prevenire o ridurne l’esposizione. I tumori più frequentemente associati all’esposizione occupazionale sono quelli ai polmoni, alla vescica, il mesotelioma, il tumore della laringe, le leucemie, gli angiosarcomi epatici, i tumori del naso e delle cavità nasali e i tumori della cute. Si stima che circa il 5% dei tumori è attribuibile all’ambiente di lavoro. In questo e nel successivo numero di P S ci soffermeremo in particolare sui fattori cancerogeni legati all’ambiente di vita e su quelli legati all’ambiante di lavoro (esposizione professionale); i fattori comportamentali sono stai già ampiamente trattati nei precedenti numeri di questa rivista. I fattori di rischio legati all’ambiente in cui noi viviamo sono caratterizzati da:inquinamento atmosferico, raggi ultravoioletti, onde elettromagnetiche, radon, inquinamento da acqua, suolo e alimenti.
Inquinamento atmosferico e tumori In merito al rapporto tra inquinamento atmosferico e tumori mancano purtroppo dati epidemiologici specifici in particolare per la molteplicità di sostanze cancerogena disperse nell’aria, dalla difficoltà e complessità nella misurazione delle singole esposizioni ed anche dalla frequente concomitanza di esposizione a più fattori tossici come il fumo di tabacco, e l’esposizione professionale. Spesso è difficile poter stabilire un nesso tra sostanza, tempo di esposizione e singolo individuo. I dati in nostro possesso scaturiscono da osservazioni epidemiologiche generali (es. migrazione di popolazioni da zone rurali a zone industrializzate). Basandosi su studi epidemiologici internazionali l’inquinamento atmosferico comporta un rischio relativo d’insorgenza di tumori compresi tra 1.2 e 2.0. Se considera il solo tumore polmonare questo può aumentare dal 4 al 40% a seconda delle aree indagate. Tra le varie fonti ricordiamo: il traffico veicolare, le centrali, le emissioni industriali, le emissioni domestiche (come il riscaldamento) con una forte prevalenza (oltre il 60%) per i trasporti e le centrali. I principali inquinanti atmosferici cancerogeni sono: l’amianto responsabile di tumori della pleura e del polmone; il benzene e la diossina a loro volta responsabili di alcune forme di leucemie e tumori epatici, gli idrocarburi policiclici aromatici anch’esse responsabili di tumori polmonari e pleurici e infine alcuni metalli e le poveri fini sospese dotate invece di una cancerogenesi generale. Per gli idrocarburi aromatici alcuni hanno dimostrato di essere in grado di causare il cancro per inalazione (ai polmoni), per ingestione (allo stomaco) e per contatto dermico (alla pelle). Per il benzene gli effetti possono variare dalla semplice anemia alla diminuzione simultanea dei globuli rossi, dei globuli bianchi e delle piastrine (molto rara nei paesi sviluppati, dove i livelli di esposizione sono stati ridotti).L’affezione più preoccupante è la comparsa di una leucemia che si manifesta in seguito ad esposizioni basse e continue. |
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