Tumori , nove consigli per prevenirli : svolgi regolare attività fisica PDF Print E-mail
Written by Dott. Donato Natale   
Saturday, 11 June 2011 11:15
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L’attività fisica, oltre ad avere un ruolo preventivo nei confronti delle malattie cardiovascolari, del diabete e dell’obesità, ostacola l’insorgenza di altre malattie, come il decadimento mentale dell’anziano ed anche alcuni tipi di tumori in particolare il cancro del colon e della mammella.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’inattività fisica sarebbe alla base di 1.9 milioni di morti l’anno, del 10-16% dei casi di cancro al seno ed  al colon (oltre che di una proporzione analoga di casi di diabete e di delle malattie cardiovascolari).

In un recentissimo studio su oltre 100.000 donne seguite per 24 anni, il 31% delle morti premature totali e il 21% di quelle dovute a tumori nelle non fumatrici potevano essere correlate con l’inattività fisica.

Purtroppo, però, almeno il 60% della popolazione mondiale non raggiunge i livelli d’attività fisica minimi che sarebbero indispensabili per la salute.

L’attività fisica influenza numerose funzioni dell’organismo umano potenzialmente correlate con il rischio di tumori: la funzionalità cardiovascolare e polmonare, la motilità intestinale, la produzione di ormoni, il bilancio energetico, la funzionalità immunitaria, la produzione di sostanze anti ossidanti.

L’associazione fra inattività e cancro del colon è quella meglio studiata. Gli effetti negativi della sedentarietà possono in parte spiegare la maggior frequenza del cancro del colon nelle nazioni industrializzate e nelle aree urbane; alla fine degli anni 90 uno studio effettuato su circa 50.000 sanitari americani di sesso maschile ha messo in evidenza un’associazione inversa tra sedentarietà e cancro del colon (con un dimezzamento del rischio nei soggetti attivi).

Anche il rischio di carcinoma della mammella si riduce del 15-30% con l’attività fisica e vi è una correlazione dose-risposta, anche se l’associazione è minore che per il cancro del colon.

Tra i vari meccanismi proposti per spiegare l’effetto protettivo segnaliamo: la riduzione del grasso corporeo (e quindi della produzione di estrogeno a partire dagli androgeni), la riduzione dell’insulina e di altre proteine circolanti che influenzano la disponibilità sia di estrogeni che di insulina.

Un effetto protettivo è stato poi ipotizzato, ma non dimostrato, anche per i tumori della prostata, del testicolo (attraverso un’azione sulla produzione di ormoni sessuali), dell’endometrio e del polmone (per il miglioramento della ventilazione e della perfusione polmonare)

Un aspetto da approfondire in studi futuri è quello del possibile ruolo dell’associazione di più fattori come dieta, uso di alcol e tabacco, predisposizione genetica.

L’attività fisica può avere inoltre un ruolo importante nel trattamento e nella riabilitazione dei pazienti affetti da cancro in quanto riduce la sensazione d’affaticamento, migliora l’efficienza fisica, influenza positivamente la qualità di vita, contrasta la depressione e riduce la comparsa e la progressione di eventuali altre patologie.

Un adeguato programma di movimento potrebbe avere addirittura un ruolo preventivo per le ricadute anche grazie all’azione dell’esercizio fisico sul sistema immunitario.

Mentre infatti in passato i medici consigliavano generalmente il riposo alle persone con tumori maligni in stadio avanzato, si va affermando il concetto che il movimento può aumentare l’efficienza fisica e quindi migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da tumori.

In conclusione, l’attività fisica ha un ruolo crescente nella prevenzione dei tumori.

Per ottenere questo beneficio preventivo è necessario per chi è già attivo mantenere le buone abitudini (suggeriti 30 minuti di attività al giorno per almeno 4-7 giorni la settimana ad esempio cammino a passo spedito o bicicletta ). Per essere efficace l’attività deve avere un’intensità sufficiente a produrre una certa sudorazione ed accelerazione del battito cardiaco.

Per quanto riguarda chi vuole iniziare, è bene farlo molto gradualmente, ad esempio iniziando da 15 minuti di cammino al giorno ( alternando 5m di cammino lento con 5 di cammino veloce) ed aumentando il cammino veloce di 3 minuti la  settimana fino a raggiungere i tempi consigliati.

Molto importante sarebbe, per la maggior parte delle persone, trovare un amico o un gruppo con cui svolgere l’attività.

Se l’attività fisica non è gradita possono essere effettuate attività diversificate (ballo,giardinaggio ecc.) a condizione che determinino movimento e consumo calorico pari a quelle del cammino.

Per la maggior parte delle persone, l’attività fisica non solo fa bene alla salute, ma è anche molto piacevole, specie se svolta in compagnia. E allora, cominciamo semplicemente a pensarci: il resto forse verrà da sè.