| TRATTAMENTI LASER NELL'IPERMETROPIA |
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| Written by Dott. Cristian Pollio |
| Monday, 31 October 2011 16:39 |
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L’ipermetropia al pari della miopia e dell’astigmatismo costituisce un difetto visivo che implica nella maggior parte dei pazienti la necessità di ricorrere ad una correzione con lenti.
Tale difetto, differentemente dalla miopia, passa spesso inosservato dal paziente quando le diottrie di ipermetropia sono nell’ordine di 1-2 gradi. Anzi molti pazienti possono addirittura presentare una vista paradossalmente migliore dei canonici 10/10.
Con il passare degli anni però la quasi totalità dei pazienti ipermetropi, sia coloro che hanno cominciato da giovani a necessitare di occhiali sia chi ha indossato lenti solo ad un’età più avanzata (30-40 anni), non riesce più ad essere indipendente dal portare una correzione ipermetropica, in quanto il muscolo ciliare, che costituisce lo zoom naturale del nostro occhio, con gli anni lavora sempre meno, specie nei pazienti ipermetropi abituati ad utilizzare il suddetto muscolo molto più del normale.
I pazienti ipermetropi ad un’attenta analisi presentano una visione instabile, migliore in alcuni giorni e peggiore in altri con difficoltà di messa a fuoco che spesso si manifesta più per le distanze prossime ed intermedie che per quelle lontane, con il sopraggiungere di arrossamento oculare e mal di testa al termine della giornata per spasmo del muscolo ciliare.
Un tempo i trattamenti chirurgici per i difetti visivi erano limitati essenzialmente alla miopia, mentre oggi ciò non è più vero, specie per quel che riguarda l’ipermetropia, che però necessita di qualche attenzione in più rispetto alla miopia.
Le tecniche che permettono di risolvere l’ipermetropia sono essenzialmente tre: correzione con laser ad eccimeri, inserimento di lenti intraoculari e sostituzione del cristallino con lenti artificiali (lensectomia). La più utilizzata risulta essere sicuramente quella con laser ad eccimeri, anche se in questo ambito, rispetto al trattamento della miopia, sono molti i chirurghi che scelgono per il trattamento dell’ipermetropia solo ed esclusivamente la tecnica LASIK e non la PRK. Entrambe sono tecniche eseguibili con laser ad eccimeri ma la prima (LASIK) pone dei vantaggi più elevati rispetto alla seconda (PRK) circa il mantenimento nel tempo dei risultati e nella ridotta anomala cicatrizzazione ad anello visibile sulle cornee dei pazienti ipermetropi trattati. Inoltre molti pazienti a seguito della LASIK ipermetropica presentano nel post-operatorio una sorta di “multifocalità” corneale che li rende particolarmente soddisfatti anche per la visione media e da vicino, oltre che per lontano.
Oggi infatti la LASIK ha raggiunto negli ipermetropi risultati eccezionali specie dall’avvento del femtolaser, strumentazione eccezionale che permette di eseguire con il laser tagli perfetti della cornea rispetto ai microcheratomi tradizionali, eliminando del tutto i rischi che potevano esserci al momento della sezione della cornea, all’inizio dell’intervento, in quei pazienti che presentavano curvature corneali eccessivamente piatte (K corneali inferiore alle 41 diottrie).
In conclusione oggi l’ipermetropia è un difetto facilmente operabile con risultati di successo, finanche a gradazioni prossime alle 6 diottrie, a patto che si utilizzino ottime strumentazioni chirurgiche laser e che si esegua un’accuratissima diagnosi preoperatoria mediante l’uso di gocce specifiche che immobilizzino completamente il muscolo ciliare in modo da ottenere la corretta entità di ipermetropia totale da correggere (ipermetropia manifesta più quella latente) e non parziale, spesso pari al difetto che in quel momento indossa il paziente, ma che non costituisce la reale ipermetropia.
Tale difetto, differentemente dalla miopia, passa spesso inosservato dal paziente quando le diottrie di ipermetropia sono nell’ordine di 1-2 gradi. Anzi molti pazienti possono addirittura presentare una vista paradossalmente migliore dei canonici 10/10. Con il passare degli anni però la quasi totalità dei pazienti ipermetropi, sia coloro che hanno cominciato da giovani a necessitare di occhiali sia chi ha indossato lenti solo ad un’età più avanzata (30-40 anni), non riesce più ad essere indipendente dal portare una correzione ipermetropica, in quanto il muscolo ciliare, che costituisce lo zoom naturale del nostro occhio, con gli anni lavora sempre meno, specie nei pazienti ipermetropi abituati ad utilizzare il suddetto muscolo molto più del normale. I pazienti ipermetropi ad un’attenta analisi presentano una visione instabile, migliore in alcuni giorni e peggiore in altri con difficoltà di messa a fuoco che spesso si manifesta più per le distanze prossime ed intermedie che per quelle lontane, con il sopraggiungere di arrossamento oculare e mal di testa al termine della giornata per spasmo del muscolo ciliare. Un tempo i trattamenti chirurgici per i difetti visivi erano limitati essenzialmente alla miopia, mentre oggi ciò non è più vero, specie per quel che riguarda l’ipermetropia, che però necessita di qualche attenzione in più rispetto alla miopia. Le tecniche che permettono di risolvere l’ipermetropia sono essenzialmente tre: correzione con laser ad eccimeri, inserimento di lenti intraoculari e sostituzione del cristallino con lenti artificiali (lensectomia). La più utilizzata risulta essere sicuramente quella con laser ad eccimeri, anche se in questo ambito, rispetto al trattamento della miopia, sono molti i chirurghi che scelgono per il trattamento dell’ipermetropia solo ed esclusivamente la tecnica LASIK e non la PRK. Entrambe sono tecniche eseguibili con laser ad eccimeri ma la prima (LASIK) pone dei vantaggi più elevati rispetto alla seconda (PRK) circa il mantenimento nel tempo dei risultati e nella ridotta anomala cicatrizzazione ad anello visibile sulle cornee dei pazienti ipermetropi trattati. Inoltre molti pazienti a seguito della LASIK ipermetropica presentano nel post-operatorio una sorta di “multifocalità” corneale che li rende particolarmente soddisfatti anche per la visione media e da vicino, oltre che per lontano. Oggi infatti la LASIK ha raggiunto negli ipermetropi risultati eccezionali specie dall’avvento del femtolaser, strumentazione eccezionale che permette di eseguire con il laser tagli perfetti della cornea rispetto ai microcheratomi tradizionali, eliminando del tutto i rischi che potevano esserci al momento della sezione della cornea, all’inizio dell’intervento, in quei pazienti che presentavano curvature corneali eccessivamente piatte (K corneali inferiore alle 41 diottrie). In conclusione oggi l’ipermetropia è un difetto facilmente operabile con risultati di successo, finanche a gradazioni prossime alle 6 diottrie, a patto che si utilizzino ottime strumentazioni chirurgiche laser e che si esegua un’accuratissima diagnosi preoperatoria mediante l’uso di gocce specifiche che immobilizzino completamente il muscolo ciliare in modo da ottenere la corretta entità di ipermetropia totale da correggere (ipermetropia manifesta più quella latente) e non parziale, spesso pari al difetto che in quel momento indossa il paziente, ma che non costituisce la reale ipermetropia.
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| Last Updated on Thursday, 03 November 2011 10:38 |
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L’ipermetropia al pari della miopia e dell’astigmatismo costituisce un difetto visivo che implica nella maggior parte dei pazienti la necessità di ricorrere ad una correzione con lenti.