L’epiteliopatia acuta posteriore a placche PDF Print E-mail
Written by Dott. Bruno Santacroce   
Thursday, 06 August 2009 13:04
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L’epiteliopatia acuta posteriore multifocale a placche (AMPPPE) è una condizione infiammatoria locale oculare, associata ad una condizione infiammatoria più generalizzata, caratterizzata dalla comparsa di lesioni bianco-giallastre a placca, tendenti alla confluenza, a livello dell’epitelio pigmentato retinico (EPR) e dello strato coriocapillare, su tutto l’ambito del polo posteriore. L’AMPPPE si accompagna spesso ad affezioni sia locali come uveiti anteriori, episcleriti,assottigliamenti corneali periferici, vitreiti sterili e vasculiti retiniche,sia sistemiche come eritema nodoso, morbo di Crohn, nefrite interstiziale, sarcoidosi e tiroiditi autoimmuni.

Essa si manifesta essenzialmente nei giovani adulti tra i 20 e i 50 anni, senza particolare predilezione di sesso e di razza.

Esordisce con una grave ed improvvisa riduzione del visus, ma che grazie al carattere autolimitante della patologia, spesso torna a livelli soddisfacenti (5-7/10), anche se molti pazienti continuano a lamentare disturbi visivi più o meno importanti.

E’ generalmente bilaterale, ma non si manifesta contemporaneamente nei due occhi; spesso il secondo occhio viene coinvolto a distanza di alcune settimane dal primo.

Nel corso della malattia, le caratteristiche lesioni tendono a confluire, riassorbirsi ed associarsi alla comparsa di nuove lesioni. Le cause sono sconosciute, anche se si ventila l’ipotesi di una natura infettiva, confortata dall’evidenza che una buona percentuale di pazienti presenta un’anamnesi positiva ad un’infezione simil-virale nel periodo immediatamente precedente alla comparsa delle lesioni e dei sintomi. Tale patologia è stata associata ad infezioni da Adenovirus, da Borriella burgdorferi, tubercolosi, Schistosoma. È altrettanto vera un’associazione stretta con patologie sistemiche, caratterizzate dal punto di vista fisiopatologico da una reazione di ipersensibilità di tipo ritardato (tipo IV), caratterizzata dall’attivazione di linfociti T, con conseguente formazione di lesioni di tipo granulomatoso.

Di fondamentale importanza per la diagnosi sono la fluorangiografia e l’angiografia al verde di indocianina: esami che prevedono l’iniezione di coloranti fluorescenti in una vena del braccio, i quali si distribuiscono ai territori retinici, evidenziando le zone di tessuto malate. Entrambe le metodiche evidenziano una marcata riduzione della fluorescenza coriocapillare sia nella fase acuta della patologia in cui si apprezza una notevole variabilità delle lesioni, sia nella fase di quiescenza cicatriziale. Tali evidenze angiografiche si sposano bene sia con l’ipotesi dell’ accumulo di tessuto infiammatorio a livello dell’EPR sia con l’ipotesi di una obliterazione parziale dei vasi della coriocapillare dovuta ad una reazione di ipersensibilità ritardata.

Last Updated on Wednesday, 16 February 2011 15:02