Le infezioni delle vie urinarie (IVU) PDF Print E-mail
Friday, 03 June 2011 09:44
There are no translations available.

Le infezioni delle vie urinarie (IVU) sono tra le infezioni più frequenti. Si distinguono infezioni delle basse vie (cistiti, uretriti e prostatiti) ed infezioni delle alte vie (pieliti e pielonefriti) nelle quali c’è un interessamento della pelvi e del parenchima renale. La presenza di condizioni patologiche anatomiche (reflusso vescico-ureterale, sindrome del giunto) o la presenza di calcolosi, diabete o gotta possono favorire l’instaurarsi dell’infezione e determinare ricorrenti episodi infettivi. L’incidenza varia in base all’età e al sesso: è maggiore nelle bambine, nelle donne in età feconda e negli uomini di età superiore ai 50 anni. Altri fattori predisponenti sono l’utilizzo di anticoncezionali intrauterini (spirale) o l’uso del diaframma associato a creme spermicide; una stipsi cronica e, da non sottovalutare, un errata igiene dei genitali, che ricordiamolo devono essere detersi con un movimento dal davanti verso il dietro e mai in senso contrario. Fare attenzione anche al sapone intimo che viene adoperato in quanto esiste una  normale flora saprofitica che ha la funzione di proteggerci dalle infezioni per cui saponi troppo aggressivi possono danneggiare questa flora e renderci più soggetti a contrarre infezioni.


Qualunque condizione che favorisca la stasi delle urine (anomalie anatomiche, gravidanza, ipertrofia prostatica, calcolosi) può determinare un’infezione urinaria per cui fondamentale risulta anche una buona idratazione. I sintomi di esordio caratteristici dell’IVU sono la necessità impellente di urinare con una minzione frazionata e frequente (pollachiuria), spesso dolorosa (stranguria) e difficoltosa (disuria), con sensazione di incompleto svuotamento della vescica. L'urina può risultare torbida e presentare tracce di sangue. Di solito non vi è febbre, se presente con brividi e dolore al fianco indica il coinvolgimento delle strutture renali (pieliti e pielonefriti). La causa più comune delle IVU è batterica e i batteri più frequentemente coinvolti sono Escherichia Coli, responsabile dell’85% delle infezioni e lo Staphylococcus saprophyticus per quanto riguarda le IVU non complicate. Nelle IVU complicate, invece, gli agenti più frequenti sono E. Coli, Klebsiella, Proteus, Enterobacter e Serratia, etc. E’ di fondamentale importanza l’analisi delle urine del mattino associata all’urinocultura con antibiogramma previa una adeguata detersione dei genitali. Attraverso l’antibiogramma verrà saggiata la sensibilità del batterio isolato a diversi antibiotici potendo quindi instaurare una terapia mirata. Per l’urinocoltura deve essere raccolto il mitto intermedio ossia bisogna scartare la prima urina che invece può essere utilizzata per l’esame delle urine. Fondamentale è pretendere dal laboratorio analisi le risposte delle urine in giornata e dell’urinocoltura in due giorni!!! Accertata la presenza di IVU verrà prescritta la terapia antibiotica più idonea.