Insufficienza Renale Cronica (IRC): come migliorare la qualità di vita dei pazienti. PDF Print E-mail
Friday, 03 June 2011 09:43
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L’inizio della terapia dialitica e la scelta del trattamento più idoneo risulta un problema assai arduo che coinvolge sia l’equipe medica che il paziente ed i propri familiari. L’invecchiamento della popolazione affetta da IRC “V Stadio” (dialisi) è in progressiva crescita, per cui la valutazione dello stato di salute e della qualità di vita deve rappresentare un momento fondamentale che ci permette di adeguare la terapia dialitica al paziente. Risulta evidente come la Dialisi Peritoneale (DP) sia più vantaggiosa per il paziente, soprattutto in conseguenza alla possibilità di eseguire il trattamento a casa, con maggior indipendenza, libertà di movimento e autonomia di gestione dei tempi del trattamento. L’emodialisi (HD), invece, può essere definita come una terapia alla quale  il malato deve adattarsi, legata agli orari e alle esigenze del centro; al contrario, con la DP è “la terapia” che si adatta alle esigenze del malato, determinando una migliore qualità di vita dello stesso. Considerando le maggiori problematiche che ha l’anziano ad alimentarsi, e la necessità del paziente in DP ad assumere una dieta con un importante contenuto proteico, assumono particolare rilevanza gli aspetti nutrizionali. La malnutrizione è considerata uno dei principali fattori in grado di condizionare negativamente sia la sopravvivenza che la qualità di vita dei soggetti uremici in dialisi. È  stato infatti  dimostrato che soggetti che iniziano la dialisi con segni di malnutrizione hanno una prognosi peggiore, ed una mortalità superiore, rispetto ai soggetti che arrivano alla dialisi con un adeguato stato nutrizionale; secondo le casistiche circa il 25-75% dei pazienti non hanno un regime nutrizionale adeguato. La malnutrizione può essere dovuta ad un insufficiente apporto proteico-calorico per ragioni riconducibili a numerose problematiche quali la biocompatibilità del sistema depurativo o una eccessiva perdita di nutrienti attraverso il peritoneo o attraverso le membrane di dialisi. Nella sua prevenzione e correzione, migliorando la qualità di vita e riducendo la mortalità dei pazienti, devono essere coinvolti il mmg, il nefrologo, il dietista ed i familiari. Diceva infatti Ippocrate: ”il nostro cibo dovrebbe essere la nostra medicina; la nostra medicina dovrebbe essere il nostro cibo”. Sulla base di ciò va sottolineata l’importanza fondamentale di una costante educazione e informazione del paziente che può essere realizzata attraverso un lavoro congiunto  tra l’équipe medica, i pazienti e i familiari, nonché con il supporto della nostra Associazione (A.N.Di.P.). Grande importanza hanno anche gli incontri di promozione della salute con le associazioni dei malati e i malati stessi, la produzione di opuscoli informativi ed istruzioni scritte tenendo sempre presente che “una dieta corretta per il paziente e’spesso una dieta corretta anche per il resto della famiglia”