LA CALCOLOSI RENALE E URINARIA PDF Print E-mail
Thursday, 26 January 2012 15:24
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Prof. Gaspare Elios Russo
Specialista in Nefrologia
In collaborazione con dott. F. Mazza e dott.ssa M. Casarci
A.N.Di.P. Enzo Siciliano Onlus
Segreteria: tel. 0649974293 Cell. 334 1883466
www.andip.it - www.ladialisiperitoneale.it

 

 

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Il fenomeno della  calcolosi è dovuta dalla presenza di formazioni cristalline, derivate dalla precipitazione e dall’aggregazione di soluti presenti nelle urine in quantità normale o patologica.
La presenza di calcoli  all’interno del rene (cavità calicopieliche) è responsabile della nefrolitiasi o calcolosi renale, mentre si definisce urolitiasi o calcolosi  urinaria  se sono presenti in un segmento qualsiasi delle vie urinarie. Le errate abitudini alimentari (diete iperproteiche o vegetariane), uno  stile di vita piuttosto sedentario, la scarsa idratazione, le infezioni delle vie urinarie, alcuni  disordini metabolici quali l’iperparatiroidismo, le malformazioni urinarie ed infine farmaci, possono favorire in  soggetti predisposti, la comparsa di calcoli  renali o urinari. Spesso la sintomatologia della calcolosi urinaria può essere molto variabile, può insorgere un senso  di peso o di fastidio nella regione lombare, (in concomitanza di sforzi fisici), mentre quella renale (definita colica) è spesso caratterizzata da un dolore improvviso, drammatico, che insorge nella regione lombare irradiandosi anteriormente e medialmente alla coscia e agli organi genitali. Possono comparire altri sintomi quali cute fredda, ipotensione, nausea, vomito, macroematuria (sangue nelle urine) e perfino anuria. Questa sintomatologia tende a svanire generalmente nel giro di alcune ore in coincidenza con l’espulsione del calcolo in vescica (se il calcolo è di piccole dimensioni).  Spesso si può osservare l’eliminazione con le urine della renella (granelli  formati da minute concrezioni brune o rossastre). La calcolosi è un fenomeno che non deve essere trascurato in quanto un  calcolo che non viene espulso può nel tempo essere ostacolo al normale deflusso dell’urina e causare ristagno e dilatazione delle strutture a monte del rene o delle vie urinarie (idronefrosi). Se il ristagno viene poi contaminato da batteri, si avrà una infiammazione del tessuto renale detta “pielonefrite”. Tutti questi fenomeni ripetuti nel tempo possono causare un’ insufficienza renale cronica terminale con necessità di dialisi. Nella maggior parte dei pazienti con colica renale, senza espulsione del calcolo, una radiografia diretta renale permette di fare diagnosi solo per i calcoli radio opachi ovvero di ossalato di calcio. L’ecografia renale permette di apprezzare calcoli della grandezza superiore a 0.5 cm a localizzazione renale, pielica e vescicale. In caso di espulsione del calcolo è sempre opportuno eseguire l’analisi chimica e cristallografica del calcolo per  scoprire la sua natura (ossalato di calcio, fosfato, acido urico, cistina, struvite, xantina). L’urografia permette di rilevare eventuali malformazioni delle vie urinarie che possono favorire la litiasi renale. Ogni  paziente deve eseguire uno studio metabolico completo che comprenda tutti i parametri biochimici sia ematici che urinari coinvolti nel processo litiasico. Infine è obbligatorio un attento esame chimico fisico delle urine e del sedimento urinario con un’urinocoltura. La terapia della calcolosi può essere sia medica che chirurgica, se il dolore è molto intenso sono utili gli antidolorifici (FANS), da evitare gli antispastici poiché possono impedire la migrazione del calcolo in vescica e sua naturale espulsione. Se le caratteristiche chimico-fisiche del calcolo lo permettono, si può optare  per la frantumazione del calcolo stesso attraverso le onde d’urto (litotrissia), altrimenti il calcolo può essere estratto  per via endoscopica in tutta sicurezza. In sede di colica evitare l’introduzione di grossi quantitativi di acqua in quanto non riuscendo ad espellere il calcolo si può aggravare l’dronefrosi mentre è fondamentale bere acqua per prevenire l’aggregazione e la sedimentazione dei calcoli. Per concludere la profilassi per le  recidive   si basa essenzialmente sulla terapia idropinica, nell’evitare alimenti ricchi di calcio e di ossalato (spinaci, cioccolata, coca-cola) per la calcolosi calcica. Nella litiasi da acido urico sono sconsigliati alimenti ricchi di purine (acciughe, crostacei, selvaggina, fegato, interiora),  mentre in quella da struvite bisogna eradicare eventuali infezioni delle vie urinarie ed infine nella litiasi cistinica ridurre l’apporto alimentare di metionina (carne di vitello e maiale).

 

 

 

 

 

 

 

Last Updated on Thursday, 26 January 2012 15:51