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Gent.ma redazione,
desidero innanzitutto congratularmi con Voi per l'ottima iniziativa editoriale.Pocket Salute svolge un ruolo importantissimo in una società moderna: informare i cittadini di tutte le opzioni possibili nel campo della salute , che rappresenta il bene primario dell'uomo.Un'informazione efficace favorisce scelte consapevoli ed una maggiore responsabilizzazione di ciascuno in un campo così importante.
La Vostra pubblicazione, inoltre, fa un' opera socialmente molto utile:contribuisce a promuovere una mentalità incentrata sulla prevenzione, in particolare sugli stili di vita, che aiutano ad acquisire e mantenere uno stato di benessere anche in età avanzata, con grandi vantaggi per la sanità pubblica che, se non imbocca questa strada con decisione, rischia il collasso definitivo.
Per questa ragione trovo molto interessante lo spazio che Voi riservate a quelle attività che, come dicono gli orientali, curano la salute per evitare le malattie. Mi riferisco in particolare alle discipline orientali.
Nell'ultimo numero del settimanale l'ESPRESSO ( nella rubrica salute ) è stato pubblicato un ampio articolo al riguardo, dove vengono citati studi di alcune Università Americane e Britanniche che confermano i grandi benefici che si ottengono praticando queste discipline ( il particolare il tai ji quan).
Sono stato sempre sensibile alle tematiche riguardanti stili i vita e prevenzione che migliorarono il benessere di tutti,in particolare delle persone mature , ed ho deciso di sperimentare su di me l'efficacia del tai ji , su suggerimento di un medico italiano specializzato a Pechino in medicina cinese, che mi aveva guarito da una fastidiosa lombosciatalgia con l'agopuntura . Nel 1999 vivevo a Roma quattro giorni a settimana per motivi di lavoro ( sono un ex dirigente d'azienda) e nella pausa pranzo per due volte a settimana ho preso lezioni di tai ji da una maestro di origini abruzzesi. Dopo circa un anno sono tornato a tempo pieno a Pescara ed ho continuato a praticare da solo perché in quegli anni nella nostra Città non c'erano istruttori preparati.Durante questo periodo avevo notato questi cambiamenti : più resistenza allo stress, maggiore capacità di concentrazione ed una maggiore energia.I crescenti impegni di lavoro e la mancanza di una guida, mi hanno indotto a smettere.
Ho cercato più volte di riprendere ma non ho trovavo l'ambiente adatto. A settembre 2008, grazie ad una iniziativa del quartiere Porta Nuova, ho conosciuto il maestro Marco de Acetis ,direttore dell' Accademia Discipline Orientali ( Via Bardet 38/40 Pescara www.accademiadisciplineorientali.com) ed ho deciso di ricominciare .
In questi mesi ho capito che il tai ji , se praticato con costanza e sotto la guida di un ottimo maestro, può rappresentare una vera e propria terapia per moltissimi problemi di salute.
Sarebbe molto interessante se il dott. De Acetis, un grande esperto in materia che ha pubblicato diversi articoli su riviste specializzate, spiegasse sul vostro periodico quali benefici può dare la pratica costante del tai ji.
Ritengo che per la Vostra pubblicazione sarebbe un plus importante e molti abruzzesi avrebbero la possibilità di conoscere una disciplina da annoverare tra le terapie complementari.
In attesa di Vs notizie al riguardo, vi invio cordiali saluti ed i miei migliori auguri per la Vs attività.
Antonio Romano |