Tecniche di linfodrenaggio PDF Print E-mail
Written by Centro di Riabilitazione Fisioter sas   
Thursday, 06 August 2009 12:30
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I movimenti delle mani di un fisioterapista, che interviene sul corpo del suo paziente per ottenere il   drenaggio linfatico, possono trarre in inganno l'occhio di chi non ha esperienza; più simili a carezze e a sfioramenti che a manipolazioni vere e proprie, gli interventi manuali hanno la delicatezza necessaria a mettere in moto la linfa che circola a livello profondo.

L'abilità di un vero fisioterapista sta proprio nella capacità di “sentire” qual è il giusto livello di pressione delle mani, che non deve superare mai i 30 mm/mercurio. Questa unità di misura, non può certo essere un punto di riferimento utile a chi si occupa di linfodrenaggio, ma può aiutare a comprendere meglio la forza che è indispensabile imprimere con le mani; in un comune massaggio, infatti, l'operatore esercita in genere una pressione di circa sessanta o settanta mm/mercurio, quindi il doppio e anche più di quella da applicare con un corretto ed equilibrato massaggio linfatico.

Per comprendere meglio, a livello operativo, la quantità di pressione da esercitare sul corpo, dobbiamo immaginare che la pressione delle mani nell'effettuare il massaggio deve essere simile a quella necessaria a trattenere fra le stesse un leggero foglio di carta. Le manipolazioni linfatiche sono tuttavia, al di là dell'apparenza, delle vere e proprie spinte, senza però che ci sia frizione o scivolamento.

I TEMPI DEL MASSAGGIO

Un trattamento completo, effettuato su tutto il corpo e che rispetti i diversi passaggi, prevede da settantacinque a novanta minuti circa di manipolazione complessiva. Questo tipo di intervento però non viene quasi mai effettuato in misura completa. I trattamenti settoriali specifici, quelli che si occupano di una parte del corpo, prevedono invece, per ogni seduta, trenta minuti circa di intervento.

In presenza di disturbi di natura cronica è necessario prevedere un trattamento intensivo della durata di qualche settimana che può essere poi seguito da sedute di mantenimento. Il periodo di stasi consente all’organismo di esprimere in autonomia la propria capacità di rigenerare i tessuti.

Il drenaggio linfatico deve essere tassativamenteeseguito da personale sanitario in grado di verificare, prima o durante le sedute se i linfonodi sono ingrossati o presentano tumefazioni e con ben precise nozioni di anatomia e fisiologia umana  (fisioterapista) . Linfonodi ingrossati e dolore acuto alla palpazione, infatti, sono quasi sempre sintomo di una situazione patologica che potrebbe rendere controindicato il linfodrenaggio.

Il drenaggio linfatico è particolarmente indicato: in tutti quei casi in cui è necessario ridurre gli edemi provocati da ritenzione di liquidi (anche in fase premestruale), intorpidimento delle dita, disturbi di carattere circolatorio, mastectomie, pre e post-partum, stitichezza, crampi notturni, reazioni di tipo allergico cellulite, lifting, lipoaspirazioni.

Last Updated on Wednesday, 16 February 2011 15:05