| L’INSOSTENIBILE VOGLIA DI DOLCE |
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| Written by Dott.ssa Concetta Ferretti |
| Wednesday, 01 June 2011 18:06 |
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There are no translations available. Fame o voglia di qualcosa di buono? C’è chi non riesce proprio a rinunciare a qualcosa di dolce dopo pasto o nell’arco della giornata. Potrebbe non trattarsi di semplice golosità ma di una vera e propria dipendenza, con relativa sindrome da astinenza. Chi soffre di dipendenza da zuccheri è spesso in sovrappeso, corre il rischio di sviluppare patologie più severe e difficilmente riuscirà a dimagrire senza aver prima affrontato in modo serio il problema. Perché è così difficile rinunciare al “dolce”? Quando viene consumato lo zucchero il cervello rilascia dopamina, un neurotrasmettitore che dona soddisfazione e appagamento. Se però gli zuccheri sono assunti in gran quantità e scarsa qualità (pane e sostituti del pane, merendine, cioccolata) l’organismo li brucia velocemente. Ciò porta ad un brevissimo senso di benessere e ad un nuovo senso di stanchezza e fame che porta ad assumere ancora cibo, con conseguente aumento di peso. Si genera così un circolo vizioso da cui è difficile, ma non impossibile, uscire. Se si vuole perdere peso e non sentirsi in balia di un desiderio incontrollato basta evitare pericolosi errori ed imparare a scegliere i carboidrati giusti. Cosa non fare: la teoria del “tutto o nulla” Mai ricorrere a diete drastiche (diete iper-proteiche o a base di sostituti del pasto) che eliminano ogni tipo di soddisfazione. Abolire pane, pasta ed affini rende nervosi, compromette il metabolismo ed espone al rischio che si scateni una fame ancora maggiore una volta reintrodotti i carboidrati, visto che la privazione non può durare per sempre. Cosa fare per controllare la fame di “dolce”, perdere peso e mantenere attivo il metabolismo? Spesso chi eccede nel consumo di zuccheri, tende a consumare pasti sbilanciati e a non sapersi orientare nella scelta dei cibi che danno energia, appagamento e prolungato senso di sazietà. Occorre quindi:
1. Equilibrare la distribuzione e la composizione dei pasti nell’arco della giornata. 2. Applicare una restrizione calorica altamente personalizzata sulla base delle proprie esigenze. 3. Consumare una dose di proteine adeguata ma senza superare un limite che è variabile per ciascuno. 4. Assicurarsi la giusta dose di carboidrati preferendo quelli che non alzano troppo rapidamente la glicemia (pane e pasta integrali, orzo e farro sono alcuni esempi). Anche un dolce può rispondere a queste caratteristiche. Ecco un esempio:
Muffin al cioccolato (dose per 12): 250 g di farina integrale, 125 g di burro, 375 ml di latte, 125 g di gocce di cioccolato fondente, 1 bustina di lievito per dolci, quattro cucchiai di fruttosio. Preparazione: sciogliere il burro e mescolarlo con il latte. Aggiungere la farina ed il lievito setacciati. Mescolare con le gocce di cioccolato e versare negli stampini per i muffin. Cuocere a 180° finchè l’impasto non risulterà asciutto (20 minuti circa) La sostituzione con la farina integrale e l’uso del fruttosio rallentano l’innalzamento della glicemia.
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