| I PACEMAKER: COSA SONO E COME FUNZIONANO |
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| Written by Dott. Raffaele Luise |
| Saturday, 11 June 2011 10:09 |
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There are no translations available. I Pacemaker rappresentano la terapia delle aritmie cardiache e consentono di non rallentare la frequenza cardiaca al di sotto di un determinato valore. Il cuore è composto da due “pompe” muscolari: gli atri ed ventricoli, che devono funzionare in sincronismo. Si contraggono prima gli atri e poi sequenzialmente i ventricoli. Un gruppo di cellule specializzate nella parte superiore dell’atrio destro “Nodo del seno” produce il segnale elettrico che si propaga attraverso gli atrii e raggiunge un secondo gruppo di cellule denominato “Nodo atrio-ventricolare” che ha la funzione di trasferire l’impulso elettrico ai ventricoli attraverso un sistema di fibre chiamato fascio di His e fibre di Purkinje. Quando il nodo del seno e/o il nodo atrio ventricolare, per un processo di degenerazione, riducono la loro efficienza si possono determinare due condizioni cliniche: la depressione dell’automatismo con insufficiente frequenza del nodo del seno e/o l’insufficiente conduzione dell’impulso elettrico ai ventricoli a carico dei nodo atrioventricolare. Il pacemaker consente di stimolare elettricamente il cuore normalizzandone il ritmo; è collegato agli elettrocateteri. L’intervento viene eseguito in anestesia locale nella sede sottoclavicolare preferenzialmente la sinistra. Attraverso la vena succlavia si inserisce l’elettrocatetere che viene posizionato nelle cavità cardiache, con l’ausilio della fluoroscopia. Sono sufficienti 3-4 punti di sutura. Dopo una giornata il paziente può tornare al proprio domicilio. Dopo l’intervento viene consegnata al paziente un tessera contenente tutti i dati. Viene consigliato di portare sempre il tesserino con se. Il controllo del pacemaker viene eseguito in genere ogni sei mesi. Il paziente può presto ritornare ad una vita normale senza sostanziali limitazioni, vi sono comunque delle precauzioni da adottare. Comunicare sempre al personale sanitario di essere portatore di un pacemaker; evitare sport violenti che comportino traumi sulla regione ove è situato il pace maker o attività che comportino forti vibrazioni. Non ci si deve preoccupare per l’uso di dispositivi elettrici purchè siano ben funzionanti con una adeguata messa a terra; tuttavia bisogna prestare attenzione per possibili interferenze elettromagnetiche che ne potrebbero alterare il funzionamento. Mantenere i telefoni cellulari ad una distanza minima di 15 cm. dal device. Non sostare tra i rilevatori di sistemi di antifurto all’uscita dai negozi. Per i “metal detector” all’ingresso di banche ed aereoporti: presentare la tessera di portatore di pacemaker al personale addetto. Apparecchiature per risonanza magnetica, radiazioni ionizzanti terapeutiche, terapie ad ultrasuoni, diatermia, stimolazione nervosa o cutanea: in genere sono procedure diagnostiche o terapeutiche controindicate. Non sostare nelle vicinanze e non toccare apparecchi elettrici difettosi, trasmettitori o ripetitori, radar, linee ed apparecchiature ad alta tensione, attrezzature industriali quali saldatrici elettriche ad arco, forni elettrici. Consultare il proprio medico prima di sottoporsi a diatermia, elettrochirurgia, elettrocauterizzazione, cardioversione elettrica, litotripsia. |
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