| L’ABLAZIONE PER INTERVENIRE SULLE ARITMIE CARDIACHE |
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| Written by Dott. Raffaele Luise |
| Saturday, 11 June 2011 10:07 |
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There are no translations available. L’ablazione transcatetere delle aritmie cardiache consiste nell’eliminazione (ablazione) del substrato aritmogeno, sede del cortocircuito causa delle tachicardie. Come viene eseguita: mediante l’introduzione percutanea in anestesia locale, attraverso le vene o le arterie, di sonde (elettrocateteri) che permettono l’identificazione del substrato aritmogeno mediante mappaggio elettrico e/o anatomico. L’ablazione può essere eseguita anche durante l’intervento cardochirurgico direttamente sul cuore, qualora si debba intervenire durante la rivascolarizzazione coronarica e/o la sostituzione protesica di una valvola cardiaca. L’energia impiegata è la radiofrequenza, modulata con controllo di temperatura (50°-60° C), la medesima di un elettrobisturi. Viene prodotta una lesione coagulativa delle cellule cardiache limitata alla lunghezza dell’elettrodo (4-8-10 mm). In alcuni casi viene impiegata la crioablazione che richiede tempi più lunghi (-70° -90°C). Indicazioni: tutte le tachicardie cardiache. Le linee guida prevedono: 1)Tachicardie insensibili al trattamento farmacologico 2)Desiderio del paziente di non assumere la terapia farmacologica efficace. 3)Tachicardie che determinano ipotensione arteriosa, per l’elevata frequenza. Tipi di aritmia trattabili: fibrillazione atriale, flutter atriale, tachicardia da rientro nel Nodo Atrio-Ventricolare, tachicardia da rientro Atrio-Ventricolare (WPW), tachicardia atriale e tachicardie ventricolari. Possiamo distinguere le forme che determinano un singolo circuito, in cui verrà effettuata l’ablazione su substrato anatomico limitato, da quelle in cui sono presenti numerosi circuiti contemporanei, come la fibrillazione atriale in cui il substrato coinvolge le vene polmonari e l’atrio sinistro. Risultati: per i casi di substrato limitato, l'ablazione è efficace nel 90-98% dei casi, eliminando così la necessità di interventi chirurgici o terapie farmacologiche a lungo termine. La fibrillazione atriale invece nel 60-90%. Complicanze: i rischi maggiori sono simili a quelli di una procedura interventistica trans catetere sul cuore circa il 2‰ di mortalità, percentuale veramente minima rispetto ad un intervento chirurgico. |
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