LA DONNA E LA CARDIOPATIA ISCHEMICA PDF Print E-mail
Written by Dott. Raffaele Luise   
Friday, 27 January 2012 11:12
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Dott. Raffaele Luise 
Specialista in Cardiologia
Dirigente Medico UTIC - S. Salvatore, L'Aquila
Viale J. F. Kennedy 86, Pescara Tel. 0854711542
E-mail: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it

 

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visita-cuorewebStudi recenti riferiscono che il cuore delle donne si comporta in modo diverso. Il cuore di donna che resiste alle malattie cardiovascolari in età fertile, per poi cedere nel periodo della menopausa. I tentativi della terapia ormonale sostitutiva nella menopausa non hanno ridotto il “rischio cardiovascolare”.  Il cuore femminile, nel periodo fertile, è ampiamente protetto, il quadro ormonale e la sua componente estrogenica, influenza l’evoluzione della malattia aterosclerotica modulando i fattori di rischio. Il calo estrogenico che fa seguito alla menopausa produce invece un aumento del colesterolo e LDL, con riduzione della frazione HDL e ridotta sensibilità all’insulina, con rischio di sviluppare diabete mellito. Il quadro ormonale postmenopausale si associa ad un aumento della pressione arteriosa e del peso corporeo. Il pannicolo adiposo si ridistribuisce secondo un modello androide, con aumento del rapporto vita/fianchi, la qual cosa aumenta la resistenza insulinica e favorisce l’insorgenza di eventi cardiaci, con comparsa di disfunzione endoteliale. La relazione tra genere e disfunzione endoteliale è stata valutata nel microcircolo periferico di donne sane e ipertese, dimostrando che mentre nell’uomo l’invecchiamento si accompagna in modo costante e omogeneo all’insorgenza della disfunzione endoteliale, nella donna  si deteriora a partire dalla menopausa. In menopausa il deficit di estrogeni aumenta l’espressione del recettore AT1, che incrementa gli effetti dell’angiotensina II: vasocostrizione, rilascio di aldosterone, ritenzione idrica, iperplasia cellulare. La donna “raggiunge” per così dire l’uomo solo dopo circa 20 anni dalla comparsa della menopausa stessa; dopo i 70 anni, la mortalità per infarto miocardico acuto è simile nei due sessi. Ciò spiega anche perché l’insorgenza di un infarto in una donna ancora in età fertile abbia una prognosi assai più sfavorevole. Il miocardio della donna, sprovvisto del “condizionamento” importante nel sesso maschile, è impreparato all’ ischemia e spesso evolve con complicanze come l’insufficienza ventricolare sinistra,  l’angina precoce postinfartuale e la rottura di cuore. L’infarto nella donna giovane risulta problematico, l’occlusione coronarica non e’ dovuta alla fissurazione di placca complicata da trombosi, quanto a un’erosione superficiale con dissecazione della coronaria e risulta devastante per l’arteria. Studi anatomo-patologici sulla struttura della placche aterosclerotica nei due sessi hanno dimostrato che la placca femminile presenta ipercellularità con iperplasia neointimale rispetto a quella maschile, la sclerosi è inferiore, è quindi più “giovane” di quella maschile. All’insorgenza della malattie vascolari, contribuiscono anche il diabete, il fumo che tra l’altro in aumento nella donna, l’ipertensione, l’obesità, l’anoressia, la depressione. Per proteggersi  è opportuno condurre un corretto stile vita, dieta priva dei grassi, secondo la dieta mediterranea, attività fisica, non fumare, e per quanto possibile, cercare di auto-proteggersi dalla stress della vita quotidiana!

 

 

Last Updated on Friday, 27 January 2012 11:32