LA PRESSIONE ARTERIOSA È UN MECCANISMO: CHE COSA È, A COSA SERVE? PDF Print E-mail
Written by Prof. Claudio Di Veroli   
Wednesday, 26 October 2011 15:10
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Di Veroli Claudio

Diabetologo, Nefrologo
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1° parte: la circolazione del sangue
Per comprendere il concetto di pressione arteriosa bisogna far riferimento alla circolazione sanguigna sistemica (grande circolo), costituita dal cuore e dal sistema vascolare (arterie, capillari e vene). Per fini didattici la circolazione del sangue può essere paragonata ad un circuito idraulico: una pompa (cuore) imprime un movimento ad un liquido (sangue) contenuto in un circuito (sistema circolatorio).
CUORE - La “pompa cuore” quando si contrae (sistole) “spinge” in modo intermittente e brusco, per mezzo del ventricolo sinistro, il sangue nelle grandi arterie di tipo elastico.
SISTEMA ARTERIOSO - Le arterie possono essere paragonate a “tubi”. Secondo il tipo di vaso esse sono formate in diversa percentuale da elementi elastici e/o muscolari. Queste arterie dapprima sono di grande diametro costituite da una struttura elastica (aorta e sue diramazioni), successivamente, a mo’ di rami di un albero, si dividono sempre più (arterie muscolari) giungendo alla periferia del sistema circolatorio, ove è presente una rete di piccolissimi “tubi” chiamati capillari.
Una volta che il sangue giunge nell’aorta (unica arteria che origina dal ventricolo sinistro) passa nei suoi rami principali che, quando accolgono il sangue, si dilatano e trasformano l'onda sistolica discontinua in un flusso regolare e costante sino ad un certo livello dell’albero arterioso. Successivamente interviene l’azione delle arterie muscolari che, attraverso un’attività neuro-ormonale, si dilatano e si contraggono (resistenze periferiche) facendo proseguire la colonna ematica sino al sistema dei capillari.
SISTEMA CAPILLARE - A tale livello la pressione è molto bassa ed avvengono gli scambi metabolici con le cellule dell’organismo. Le sostanze trasportate nel sangue arterioso (glucidi, lipidi, proteine, sali minerali, vitamine, oltre ovviamente all’acqua) sono cedute e nello stesso tempo vengono immesse nel sangue i residui cellulari di rifiuto e l’anidride carbonica.
SISTEMA VENOSO – Dai capillari prende origine il sistema venoso. Vari meccanismi di pompa situati al di fuori delle vene (prevalentemente costituiti dai muscoli che avvolgono le vene) portano il sangue con i relativi rifiuti al cuore. Tali sostanze vengono “cedute” a vari livelli e successivamente nel sangue si immettono nuove sostanze che arrivano ai capillari, iniziando così un nuovo ciclo.
La CIRCOLAZIONE POLMONARE DEL SANGUE (piccolo circolo) inizia dal ventricolo destro del cuore, comprende l’arteria polmonare, le sue diramazioni e i capillari. La funzione principale di questa circolazione è quella di effettuare a livello dei capillari polmonari gli scambi tra l’anidride carbonica e l’ossigeno. Mentre l’anidride carbonica viene ceduta all’esterno con l’atto respiratorio, l’ossigeno respirato viene immesso nel torrente circolatorio che a ritroso (capillari, diramazioni e vena polmonare) trasporta ossigeno, veicolato dall’emoglobina, sino al sistema capillare del grande circolo, ove, come abbiamo visto, viene ceduto alle cellule per la loro attività metabolica.
I.
II.
III.
IV.Prof. Claudio Di Veroli
V.Responsabile del “Centro dell’Ipertensione Arteriosa e delle Malattie Metaboliche e Renali”
VI.Casa di Cura “San Domenico” - Roma

pressione1° parte: la circolazione del sangue

Per comprendere il concetto di pressione arteriosa bisogna far riferimento alla circolazione sanguigna sistemica (grande circolo), costituita dal cuore e dal sistema vascolare (arterie, capillari e vene). Per fini didattici la circolazione del sangue può essere paragonata ad un circuito idraulico: una pompa (cuore) imprime un movimento ad un liquido (sangue) contenuto in un circuito (sistema circolatorio).

CUORE - La “pompa cuore” quando si contrae (sistole) “spinge” in modo intermittente e brusco, per mezzo del ventricolo sinistro, il sangue nelle grandi arterie di tipo elastico.

SISTEMA ARTERIOSO - Le arterie possono essere paragonate a “tubi”. Secondo il tipo di vaso esse sono formate in diversa percentuale da elementi elastici e/o muscolari. Queste arterie dapprima sono di grande diametro costituite da una struttura elastica (aorta e sue diramazioni), successivamente, a mo’ di rami di un albero, si dividono sempre più (arterie muscolari) giungendo alla periferia del sistema circolatorio, ove è presente una rete di piccolissimi “tubi” chiamati capillari.

Una volta che il sangue giunge nell’aorta (unica arteria che origina dal ventricolo sinistro) passa nei suoi rami principali che, quando accolgono il sangue, si dilatano e trasformano l'onda sistolica discontinua in un flusso regolare e costante sino ad un certo livello dell’albero arterioso. Successivamente interviene l’azione delle arterie muscolari che, attraverso un’attività neuro-ormonale, si dilatano e si contraggono (resistenze periferiche) facendo proseguire la colonna ematica sino al sistema dei capillari.

SISTEMA CAPILLARE - A tale livello la pressione è molto bassa ed avvengono gli scambi metabolici con le cellule dell’organismo. Le sostanze trasportate nel sangue arterioso (glucidi, lipidi, proteine, sali minerali, vitamine, oltre ovviamente all’acqua) sono cedute e nello stesso tempo vengono immesse nel sangue i residui cellulari di rifiuto e l’anidride carbonica.

SISTEMA VENOSO – Dai capillari prende origine il sistema venoso. Vari meccanismi di pompa situati al di fuori delle vene (prevalentemente costituiti dai muscoli che avvolgono le vene) portano il sangue con i relativi rifiuti al cuore. Tali sostanze vengono “cedute” a vari livelli e successivamente nel sangue si immettono nuove sostanze che arrivano ai capillari, iniziando così un nuovo ciclo.

LA CIRCOLAZIONE POLMONARE DEL SANGUE (piccolo circolo) inizia dal ventricolo destro del cuore, comprende l’arteria polmonare, le sue diramazioni e i capillari. La funzione principale di questa circolazione è quella di effettuare a livello dei capillari polmonari gli scambi tra l’anidride carbonica e l’ossigeno. Mentre l’anidride carbonica viene ceduta all’esterno con l’atto respiratorio, l’ossigeno respirato viene immesso nel torrente circolatorio che a ritroso (capillari, diramazioni e vena polmonare) trasporta ossigeno, veicolato dall’emoglobina, sino al sistema capillare del grande circolo, ove, come abbiamo visto, viene ceduto alle cellule per la loro attività metabolica.

 

 

 

 

Last Updated on Friday, 11 November 2011 12:23