QUANDO IL FIGLIO NON ARRIVA MAI PDF Print E-mail
Written by Dott. Stefano Goldoni   
Thursday, 09 June 2011 11:08
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Nella definizione generale di infertilità maschile rientrano casi diversi e gradi diversi di severità. La classificazione dipende dai parameri spermatici. Gli spermatozoi nel liquido seminale infatti possono essere completamente assenti (si parla di azoospermia), numericamente insufficienti, scarsamente mobili o di morfologia alterata (si parla di oligoastenoteratospermia). Tutte queste condizioni impediscono a un uomo di avere figli in modo “naturale”. Ogni caso deve essere valutato da uno specialista. Quando una coppia ha difficoltà ad avere figli, spesso si rivolge in prima istanza ad un ginecologo, perché è si è portati a pensare che il problema riguardi la donna. Occorre però pensare anche all’altro lato della medaglia: alla possibilità che “l’anello debole” sia l’uomo. Quindi bisogna rivolgersi ad un andrologo, che eseguirà uno spermiogramma, cioè un controllo dei parametri del liquido seminale. Si stima che circa il 15 per cento delle coppie italiane abbia problemi di fertilità. In pratica quasi una coppia su cinque ha difficoltà ad avere figli. Sul totale, nel 40 per cento dei casi il difetto è maschile, nel 50 per cento è femminile e nel restante 10 per cento è misto. Si tratta senza dubbio di una condizione molto diffusa nel nostro Paese, che è andata peggiorando negli ultimi decenni, principalmente a causa del progressivo innalzarsi dell’età in cui ci si sposa e, quindi, si genera, anche se quello dell’età è un fattore che influisce soprattutto sulla fertilità della donna. Per quanto riguarda invece il maschio, purtroppo dobbiamo riconoscere che ancora oggi, in molti casi, non si riesce ad identificare una causa specifica dell’infertilità o della riduzione della fertilità. Un forte impatto, in negativo, sembra lo possano avere i cosiddetti fattori ambientali. Nei Paesi occidentali infatti la capacità di generare del maschio potrebbe essere peggiorata a causa dell’inquinamento atmosferico e di alimenti contaminati da estrogeni, pesticidi o radiazioni. Altre cause di infertilità sono lo stress, il soprappeso, il fumo di sigaretta, l’abuso di stupefacenti, comprese le droghe leggere, e di sostanze dopanti, come anabolizzanti e integratori a base di ormoni, utilizzate per aumentare la massa muscolare; le infezioni dell’apparato genitale derivate da malattie veneree, tra le quali oggi una delle più diffuse è la clamidia; la familiarità: casi di infertilità un tempo inspiegabili ora possono essere attribuiti a problemi cromosomici, ereditati quindi geneticamente, che determinano un deficit o un’assenza di spermatozoi; interventi chirurgici (es. per ernia inguinale) e traumi ai testicoli o nella zona genitale che a volte possono provocare danni alla vascolarizzazione di queste parti o ai canali che trasportano lo sperma all’esterno (deferenti); le varici del plesso venoso testicolare (varicocele). Ci sono infine i casi in cui la chemioterapia, utilizzata oggi nella cura di molte neoplasie tra cui quelle testicolari, permette la guarigione dalla malattia ma provoca danni spesso permanenti alla produzione di spermatozoi.