| I VELENI CHE CI RENDONO STERILI |
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| Written by Dott. Stefano Goldoni |
| Thursday, 09 June 2011 11:02 |
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There are no translations available. Da circa 50 anni le analisi condotte sul liquido seminale degli uomini evidenziano una graduale riduzione del numero e della motilità degli spermatozoi. Ormai è una certezza. Fumo, alcol, droghe, anche se in modo diverso, contribuiscono alla riduzione della fertilità maschile. Il fumo di sigaretta è dannoso perché costituisce un rischio reale per il tumore della vescica e del polmone e causa danni alla circolazione, invecchiamento della pelle, impotenza e danni alla fertilità che nell’uomo si manifestano con riduzione della libido, progressivo danno testicolare e riduzione della qualità del liquido seminale. Da non sottovalutare vi è poi l’aumento della temperatura scrotale e quindi dei testicoli. Non solo chi per lavoro è esposto quotidianamente a fonti di calore, ma anche chi passa troppe ore seduto in automobile o davanti al computer e al televisore, favorisce il surriscaldamento della sacca scrotale che a sua volta inibisce la spermatogenesi. Infine lo stress. Oltre alle ripercussioni psicologiche, esso può creare problemi organici, mettendo in moto meccanismi di compensazione ormonale con effetti negativi sulle funzioni sessuale e riproduttiva. Molte sostanze chimiche presenti nell’ambiente interferiscono con la normale funzione riproduttiva del maschio. Alcune di queste, come i pesticidi, le diossine, i fitoestrogeni, utilizzati in agricoltura e zootecnia, possono “simulare” o addirittura bloccare l’azione degli ormoni sessuali maschili e, alterando il delicato equilibrio ormonale dell’organismo, causare delle forme di sterilità “pre-testicolare”. Altre, come il 2-bromopropano, un solvente usato con i clorofluorocarburi (CFC), inducono un danno testicolare diretto, andando a colpire in particolare le cellule progenitrici degli spermatozoi. Al contrario, gli estrogeni assunti dalla madre attraverso il cibo o a causa dell’inquinamento (anche delle falde acquifere), riducono già nel neonato il numero di spermatogoni cioè delle cellule che si sviluppano nel tempo come spermatozoi. Un’altra sostanza sul banco degli imputati è il PVC che, alla luce degli studi condotti, è stato già eliminato dalle bottiglie di plastica per l’acqua minerale e dalle condutture dell’acqua. Tuttavia è molto difficile agire a livello di prevenzione primaria sull’ambiente, in campo andrologico e non, in quanto il numero delle stanze con un possibile effetto negativo sulla salute è veramente enorme e non sempre ben evidente. Come se non bastasse arriva anche l’inquinamento da traffico stradale a danneggiare la fertilità maschile alterando le qualità dello sperma. Lo dimostra una ricerca condotta da un team dell’Università di Napoli su 83 impiegati ai caselli autostradali maggiormente trafficati, quindi esposti ad alti livelli di inquinamento da autoveicoli. I livelli di FSH, LH e Testosterone, contenuti nello sperma erano, in tutti i soggetti, più bassi del normale. Si sono inoltre riscontrate anomalie, sia della “motilità” che delle funzioni cinetiche degli spermatozoi, che sappiamo costituire una delle principali cause di infertilità maschile. |
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